IL GIUDICE MESCHINO: ZINGARETTI RACCONTA ALBERTO LENZI. OTTIMI ASCOLTI, MA VINCE ANCORA LA GRANDE BELLEZZA (by el91)Ancora una volta Rai uno ha dedicato i primi due giorni della settimana alle grandi miniserie.

Se la settimana scorsa si è raccontata la storia del Maestro Manzi, il celebre ''professore'' della tv degli anni ’60, interpretato da Santamaria, storia che ha riscosso un più che soddisfacente successo, questa volta è toccato a Luca Zingaretti dare volto e voce ad un altro uomo che seppur non veramente esistito, ha comunque incarnato un tipo. Sto parlando del Giudice Meschino, fiction diretta da Carlo Carlei.

Zingaretti in questa fiction è Alberto Lenzi, pubblico ministero alla procura di Reggio Calabria. Quest’uomo ha una brutta fama: pigro, indolente, troppo amante della vita e delle donne per occuparsi con passione del proprio lavoro. Lenzi è separato dalla moglie, con un figlio di 8 anni, Enrico, che non vede come sangue del suo sangue, ma sente per lo più come un peso. Ha anche una relazione clandestina con Marina, maresciallo dei carabinieri che lavora con lui, questo ruolo che interpretato da Luisa Ranieri, a sconvolgere la vita del pubblico ministero però ci pensa un evento terribile: Giorgio Maremmi, collega magistrato e amico carissimo, viene ucciso in un agguato. Per Alberto è un brusco colpo, si rimbocca le maniche e si getta a capofitto nel lavoro.

Apparentemente, almeno fino a questo devastante evento, il ruolo interpretato da Luca sembra distante anni luce dal personaggio di cui veste gli abiti da ormai decenni e cioè del Commissario Montalbano.

In realtà forse la linea di confine non è così netta. Dopo la tragedia Lenzi comincia un percorso di riscatto, di difficoltà, come per esempio il rapimento del figlio.

Questa fiction è sicuramente un modo per ritornare a parlare dell’ndrangheta e di un tema un po’ accantonato come quello dei rifiuti tossici.

Stiamo dunque assistendo in Rai, da un po’ di tempo a questa parte ad uno strano fenomeno, una sorta di maggior attenzione al sociale, alla vita, a ciò che ci circonda.

Basti pensare alla recente storia raccontata dal bravissimo Abatantuono riguardante un imprenditore che stretto dalla morsa dei debiti si vede costretto a prendere delle decisioni che mai avrebbe voluto. Tema di estrema attualità dunque.

Un sentito plauso va di dovere al protagonista di questa fiction che ha saputo interpretare in modo magistrale un ruolo per nulla scontato.

Al pubblico questa Tv pare piacere, gli ascolti sono buoni, se ci fermiamo ad analizzare i dati del Giudice Meschino possiamo vedere come nella prima puntata vi sia stata una netta vittoria con 6.419.000 telespettatori, sbaragliando così il competitor Grande Fratello, che ha guadagnato in termini di share solo grazie alla lunghezza nettamente superiore rispetto alla fiction di rai uno.

La seconda puntata invece, ha totalizzato 5.580.000 di utenze con il 19,9% di share.

Mediaset però c’ha messo del suo giocando d’attacco proponendo il prima assoluta la Grande Bellezza, che complice la curiosità, ha portato a casa 8,8 milioni di telespettatori con uno share del 36,1%. Ma si sa, nella guerra degli ascolti, tutto è permesso e nulla è vietato.

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