Recensione Game of Thrones: 5x10 season finale ITAAddentriamoci, per l'ultima volta in quest'anno, nel fitto sentiero di emozioni che il season finale della serie fantasy di HBO -Game of Thrones- ha scatenato in tutti noi. Molte cose sono accadute, quasi tutte le storyline sono state concluse e solo poche altre sono state lasciate in sospeso. Ma commentiamo insieme, in modo ordinato e consequenziale, i fatti principali, tra cui la "walk of shame" di Cersei e la "fine" di Jon Snow.

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Apocalisse. Climax. Turbinio di emozioni. Fatti inaspettati. Vuoto.

Morti che sembrano scuoterci nel profondo fino al momento in cui altre morti, di personaggi a cui siamo maggiormente affezionati, ci toccano di più e ci fanno sprofondare in quello stato di  emptiness che, chi segue i telefilm -soprattutto- americani, conosce bene.

Questo è il modo più efficace per descrivere il season finale di Game of Thrones;

una puntata in cui è accaduto di tutto.

L'episodio 5x10, infatti, si apre con il suicidio -per impiccagione- della moglie di Stannis Baratheon;

ma quest'ultimo, come già provato nella puntata precedente, riesce a mantenere i nervi saldi e a proseguire nel suo intento di marciare verso Winterfell per combattere contro i Bolton.

In effetti, il "legittimo Re del Trono di Spade" riesce a perseguire il proprio scopo, pur avendo subito un ammutinamento da parte di metà del proprio esercito ed un abbandono da parte della sua consigliera Melisandre, la quale fa ritorno a Castle Black;

l'esito della battaglia è pressoché scontato. 

Quel che resta dell'esercito di Baratheon, infatti, viene sbaragliato;

eppure, nonostante l'inferiorità numerica ed in perfetto stile Highlander,  Stannis è l'unico dei suoi a sopravvivere.

Questo, fino a quando Brienne di Tarth, rimasta nelle vicinanze di Winterfell per intervenire qualora Sansa Stark le avesse mandato una richiesta d'aiuto, sentenzia la sua morte e -con un colpo di spada- pone fine alla sua vita.

In questo modo, riesce a vendicare la morte del suo adorato Renly Baratheon, fratello di Stannis da lui ucciso tempo addietro.

Ma rimaniamo in quel di Winterfell.

Qui, Sansa interpreta l'arrivo delle truppe straniere come la perfetta occasione di fuga e tenta, quindi, di scappare, prima che suo marito Ramsey faccia ritorno al Castello.

Viene, però, fermata da Miranda che la tiene sotto mira, con una freccia inserita nel proprio arco, e minaccia di sfigurarla;

ma Theon Greyjoy/Reek, che si trova insieme alle due donne, fedele alla bella ma sfortunata di casa Stark, interviene, uccidendo Miranda, facendola precipitare giù dal castello;

lui e Sansa hanno, dunque, la possibilità di fuggire, saltando dalle alte mura del luogo in cui si trovano.

Ma, per una Stark che riesce a correre verso la propria libertà, ce n'è un'altra che va incontro ad un destino ben più avverso.

In quel di Braavos, dopo essere riuscita ad uccidere Meryn Trant, Arya- la più intrepida e coraggiosa della famiglia Stark- fa ritorno alla casa del Nero e del Bianco.

Lì, trova Jaqen H'gar il quale le spiega che c'è un prezzo da pagare per ciò che ha fatto, ovvero aver rubato un volto al Dio dei Mille Volti:

dopo aver ascoltato le sue parole, Arya si rende conto di star perdendo la vista e giace al suolo.

Non sappiamo se si tratta di una punizione temporanea oppure permanente.

Spostandoci a Dorne, invece, assistiamo alla partenza di Jaime Lannister, sir Bronn, Myrcella e Trystane;

i tre, con il beneplacito di ciò che resta della famiglia reale dorniana, partono alla volta di Approdo del Re.

Imbarcatisi sulla nave, Jaime riesce non senza difficoltà a trovare il coraggio di rivelare a Myrcella che è suo padre e non suo zio, come le era da sempre stato detto.

Tuttavia, la giovane gli rivela di averlo sempre saputo e si dice contenta che sia così.

Il sollievo generale dura pochissimi secondi perché, subito dopo, il naso della giovane comincia a sanguinare e risulta subito chiaro che sia stata avvelenata.

Poiché sulla costa dorniana, Ellaria, vedova di Oberyn Martell beve un antidoto, risulta altrettanto chiaro che sia stata proprio lei, col suo bacio di commiato dato sulle labbra alla giovane Lannister prima della partenza, ad avvelenarla.

Di certo, questo non si profila come un buon epilogo di stagione per la famiglia Lannister.

A King's Landing, dopo giorni di prigionia e privazioni, Cersei  si decide a confessare parte dei propri peccati ad High Sparrow, che le concede la Misericordia della Madre.

(Da qui, il titolo della puntata "Mother's Mercy").

Viene poi costretta a subire un oltraggioso taglio di capelli ed, infine, forzata a percorrere -senza veli- le strade della Capitale, al fine di poter tornare alla Fortezza Rossa.

Durante questa sua Walk of Shame, Cersei viene beffeggiata, derisa, insultata ed umiliata dagli abitanti della città, accalcati in strada.

Impossibile, per i sostenitori della Regina Madre ma anche per i suoi detrattori, non provare almeno un briciolo di empatia nei suoi confronti.

(Interpretazione magistrale da parte di Lena Headey.)

Ci avviciniamo alla fine dell'episodio, dedicato a due dei personaggi più amati del cast.

A Meereen, Daario Naharis e sir Jorah decidono di partire per cercare la loro regina;

di comune accordo con Tyrion, i due decidono che proprio lui -membro del casato Lannister- insieme a Grey Worm e a Missandei rimarranno a regnare temporaneamente in città.

Daenerys, intanto, che nella puntata precedente si era allontanata da Meereen sul dorso di Drogon, giunge in un territorio sconosciuto;

d'improvviso, viene circondata da una miriade di uomini a cavallo, molto probabilmente imparentati con i Dothraki, come si evince dalla tipica capigliatura degli uomini della tribù nomade che abbiamo conosciuto grazie a Khal Drogo nella prima stagione e di cui Danaerys era diventata Khaleesi.

Siamo ad un passo dalla fine.

Occorre tornare a Nord e precisamente a Castle Black.

Qui, dopo aver concesso al suo amico Sam di recarsi, in compagnia del piccolo Sam e di Gilly, alla Cittadella, Jon Snow si ritrova solo nel suo studio;

viene convocato con urgenza all'esterno e lì realizza che si tratta di un'imboscata, ordita ai suoi danni da Olly ed Allister Torne.

Dinanzi alla scritta "Traitor" accade il misfatto. 

Il Comandante dei Guardiani della Notte, viene più volte pugnalato dai suoi "fratelli" della Night's Watch al grido di "For the Watch".

L'immagine finale dell'episodio, in cui Jon giace, esangue, su un manto di neve, lascia i fans della serie basiti e senza parole.

Se, per cinque intere stagioni, è stato lui il personaggio a cui l'ormai famosa frase: "You know nothing, Jon Snow", veniva rivolta, adesso siamo noi, telespettatori di GoT, a dirlo gli uni agli altri, poiché realmente non sappiamo cosa aspettarci dalla sesta stagione.

"We know, nothing, guys. Nothing!"

Per quanto molte storyline siano state concluse, restano comunque degli interrogativi:

Arya avrà perso effettivamente la vista?!

Theon e Sansa saranno riusciti a scappare da Winterfell?!

Jon Snow sarà realmente morto?!

Tyrion rimarrà a governare Meereen?!

Daenerys comincerà una vita insieme ai Dothraki o farà ritorno lì dove aveva lasciato il suo popolo?!

Non ci resta che attendere -impazientemente- la season 6!Valar Morghulis! (*ndr, tutti gli uomini devono morire).

Saluto ad hoc per questo season finale!

Alla prossima stagione!

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