Festival di Sanremo 2016, le pagelle della prima puntata

Anche quest'anno è tornato il tanto atteso Festival di Sanremo e non potevano mancare le grandi sorprese proposte da Carlo Conti. La prima serata è stata piena di personaggi importanti; da Laura Pausini ad Elton John. Milioni di ascoltatori e le solite critiche che non mancano mai. Commentiamo e scopriamo le pagelle della prima serata.

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Il Festival di Sanremo è la festa della canzone italiana vera e propria. Carlo Conti si riconferma come uno dei migliori conduttori e direttori artistici della storia della kermesse.

66 anni di storia che, nonostante i ritmi sociali, politici ed economici dell'Italia, sta lì e non si muove. Nessuno ce lo porta via.

11.134.000 spettatori sintonizzatissimi su Rai 1 per l'apertura del festival più atteso in Italia e nel mondo, uno share altissimo: 49,5 per cento.

Insomma, tutto sembra essere partito alla grande per questa nuova edizione. Conti è stato affiancato dal celebre attore Gabriel Garko e dalla bellissima Madalina Ghenea che, però, non si sa per quale inspiegabile motivo, non è stata proprio amatissima; Eppure è stata, a mio avviso, una delle migliori vallette del festival negli ultimi anni per eleganza, portamento, classe. Era una 'Donna'. Soprattutto se si pensa alla presenza di Emma Marrone ed Arisa dello scorso anno, decisamente imbarazzanti. Diamo a Cesare quel che è di Cesare!

Le prime pagelle che affrontiamo sono quelle sulla conduzione e sugli ospiti del festival:

CARLO CONTI: elegante, spontaneo e sempre pronto a riportare in ordine il teatro quando qualche battuta non scend egiù. VOTO: 9

GABRIEL GARKO: lui è odioso, pare finto e non mi piace per niente. Forse più che l'attore avrebbe dovuto fare altro. Ma. C'è un MA. Ieri sera mi ha stupito. Sa essere spontaneo e meno pieno di se quando vuole. Abbastanza attivo sul palco. VOTO: 6 e mezzo.

MADALINA GHENEA: io non ho capito perché l'hanno presa di punta e perché tutto quel ghiaccio in sala nei suoi confronti ma a me è sembrata, ad ogni cambio d'abito, meravigliosa. Eleganza senza precedenti. VOTO: 7

LAURA PAUSINI: A me non piace ma è un gusto personale per il quale gli italiani potrebbero spararmi a vista immediatamente. Non posso farci niente, devo dire quello che penso. Ma anche lei, è storia e presente. I successi sono indiscussi quindi non si può dire bene o male di lei. Un intero globo compra i suoi successi e la segue in tour. Le esibizioni sono state buone come sempre. Lei tecnicamente è brava. Bello è stato il suo modo di rapportarsi al pubblico italiano e ai fan. Genuina. VOTO: 7 e mezzo.

ELTON JOHN: passato, presente e futuro. Al diavolo tutte le critiche sull'omosessualità che ci sono in questi giorni. Chissà come mai all'Italia John come cantante piace moltissimo e come gay, in alcuni casi, no. Un uomo, un artista del suo calibro si mette in tasca tutti i pregiudizi e gli squallidi pettegolezzi solo con un pianoforte e un microfono. Shh... c'è Elton John che suona! VOTO: 10

Dieci, non solo il voto per il cantautore inglese, ma 10 anche gli artisti che si sono esibiti ieri sera sul palco dell'Ariston. Ricordiamoli:

1. LORENZO FRAGOLA

2. NOEMI

3. DEAR JACK

4. CACCAMO E IURATO

5. STADIO

6. ARISA

7. RUGGERI

8. BLUVERTIGO

9. ROCCO HUNT

10. IRENE FORNACIARI

Io, Valeria Tuzii per We-News. com , stilo le pagelle sulla prima serata. Vediamole insieme una per una.

 

FRAGOLA: sul palco, primo ad aprire la competizione, un pò assente. Non è cattiveria, ma c'è un'inesperienza di fondo che lascia trasparire chiaramente quanta differenza passi fra lui ed un Big nel senso più elementare del termine. Da giovanissima, ben accetta la presenza dei "nuovi" al festival, ma sinceramente non mi è arrivato molto né di lui, né del brano che mi è sembrato ordinariamente 'pop'. Nota positiva: il look; Elegante e raffinato, giusto per l'occasione. VOTO: 5

NOEMI: torna all' Ariston con un pezzo meraviglioso. Si sa, che Noemi live non è proprio precisissima ma è vera. "Sbagliata" così com'è appare sempre al posto giusto nel momento giusto. La rossa, con il suo solito timbro scuro e sporco, con quella incertezza di esibirsi per seconda che fa vivere il testo del brano in gara. Rappresentazione vivente che ciò che è perfetto non è necessariamente bellissimo. Tutto ciò non giustifica comunque le imprecisioni vocali che una cantante su quel palco non dovrebbe permettersi. Il gesto dei nastri arcobaleno gradito e coraggioso. Ma sembra che, né il brano né la sua ruvida personalità siano arrivate ai più che l'hanno collocata nella seconda parte della graduatoria. Una Noemi che, nelle sue esperienze sanremesi sembra non aver avuto molta fortuna (tranne l'anno che era in gara con il brano di Moro); Basti ricordare l'anno nel quale, dopo la sua eliminazione, l'orchestra gettò in aria gli spartiti in segno di protesta. Look semplice, anche il suo, ma di grande fascino. Portamento e acconciatura discutibili. VOTO: 7

DEAR JACK: con tutto il rispetto per il nuovo cantante, senza il loro Alessio Bernabei, sembrano aver perso punti. Un'esibizione, quella della prima serata, assolutamente noiosa e piatta. Un brano che manca di un 'presa d'aria' nella parte dell'inciso. Manca la svolta, manca la voce. Boh, nessun aggettivo di spicco per loro che, anche nel look, essendo un complesso di giovani ragazzi, era assolutamente monotono. VOTO: 2

CACCAMO E IURATO: squadra che vince non si cambia! Brano meraviglioso scritto da Giuliano Sangiorgi (Negramaro). Caccamo si conferma un artista di gran classe. Interpretazione essenziale che è entrata nel cuore. La Iurato ha dimostrato di essere all'altezza di un palco così prestigioso. Voce controllata, intonatissima. Un momento magico, dinamiche studiate alla perfezione. Look elegante ma fresco per Caccamo. Un pò meno indicato quello di Deborah Iurato che sembrava un pochino un personaggio di un film Disney. OK che è una favola Sanremo però.. VOTO: 8

STADIO: La storia è la storia e, per quanto si possono avere diverse interpretazioni di quest'ultima, non si modifica. In forma, un bel pezzo, ben strutturato ma non è che abbiano fatto tutto questo gran salto di stile dagli ultimi anni. Insomma, si poteva fare di meglio. Look ordinario. VOTO: 6

ARISA: in veste di valletta per carità di Dio però come artista è intoccabile. Il brano è meraviglioso. Una preghiera laica che va al di sopra dello standard di molti testi in gara. Potrebbe essere proprio lei una delle papabili (?). Intonata, brano arrangiato benissimo anche se assomiglia un pò ad un paio di pezzi del vecchio disco. Look PESSIMO! Ma quando a compensare c'è una canzone così... "il resto è noia". VOTO: 9

RUGGERI: brano dal sound antiquato! Ma è anche vero che Ruggeri è questo. Un pò come gli Stadio, la storia non si cambia. Look fedele al suo personaggio. VOTO: 6 e mezzo.

BLUVERTIGO: Morgan come cantante resta una chiavica, ma il carisma lo salva. Resta un autore rispettabile e, per quanto la performance è risultata caotica ad un primo ascolto, il pezzo è bello. Look giustissimo. VOTO: 7

ROCCO HUNT: genuinità è la parola d'ordine per il fanciullo neo big. Da riflettere. Look.. ehm, look. da lui. VOTO: 6

IRENE FORNACIARI: buon sangue non mente! La 'zuccherina' porta sul palco un brano bello, che arriva e che è calzante a lei e al suo genere. La performance, di grande sensibilità, convincente. Voce profonda. Look elegantissimo. VOTO: 8

in sintesi, una cosa è tornata per tutti sul palco dell'Ariston. Bentornata melodia della musica italiana!!! 

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