FABIO FAZIO SI RACCONTA: IL CONDUTTORE DEL FESTIVAL DI SANREMO SPIEGA: ''LA GRANDE BELLEZZA HA ISPIRATO IL MIO FESTIVALQuando sembra tutto finito e quando finalmente si pensa che avrà seguito la frase ''e non se ne parli più'' ecco rispuntare il tema Sanremo.

Fabio Fazio smessi i panni di ''buonista'' e indossati quelli di non si sa bene cosa, perché mi risulta difficile vederlo come ''cattivo'' e francamente preferisco il suo buonismo all’ira e alla scelleratezza di questi tempi, si racconta al settimanale Chi.

Lo fa in veste di giornalista, redigendo una perfetto articolo-racconto in cui mette a confronto il suo Festival con il fenomeno del momento, fenomeno dal quale ha preso spunto e cioè ''La grande bellezza''.

Quando ancora nessuno pensava o sperava che questo film vincesse l’oscar come poi invece ha fatto, Fazio già l’aveva preso in considerazione come modello base per quello che poi sarebbe diventato il suo Sanremo 2014.

Vero è che se Fabio ha preso spunto da Sorrentino volutamente per molti momenti della kermesse, a cominciare dal tema della bellezza che per qualcuno è risultato troppo ampio e poco concretizzabile, la sorte sembra averci voluto mettere lo zampino e inserire nella prima puntata un’ulteriore analogia di cui il presentatore avrebbe fatto volentieri a meno.

''All’inizio de La grande bellezza un turista straniero muore improvvisamente mentre ammira le bellezze di Roma. All’inizio di Sanremo, invece, c’è stato un incidente reale e dai contorni inquietanti. Istantaneamente quella sera ho avuto subito una brutta sensazione. Tutti si chiedevano se l’avessimo organizzato noi'' racconta sul settimanale Fazio.

Ancora oggi qualche maligno crede alla storia dell’oscuro piano ordito dagli autori, ma questa è un’altra cosa, del resto le indagini sono ancora in corso e francamente mi dissocio da queste voci.

Fabio Fazio, sempre su Chi, racconta ancora di come nel film di Sorrentino si narri di una bellezza che se viene trascurata si trasforma in altro e sfiorisce.

Ed è anche questo che Fazio ha tentano di portare sul palco dell’Ariston, oltre a voler teorizzare che la bellezza non è solo esteriore, ma qualcosa che si può e si deve ricostruire e restituire a tutti.

Dal dipinto fatto da Fazio emerge come tante delle personalità salite su palco, a loro modo, possano essere la personificazione vivente e vera di alcuni personaggi del film di Sorrentino.

E allora ecco che la Dadina della riviera risulta essere Luciana Littizzetto:

''Jep ha una spalla che è Dadina. Io devo stare attendo a non essere il Dadino di Luciana. Lei è un talento straordinario, credo che nessuno abbia capito quanto sia difficile per un comico andare in onda venti minuti alla settimana per nove mesi per una decina d'anni di seguito, fare due Sanremo e mantenere la stessa imprevedibilità, la stessa sorpresa, il suo monologo sulla bellezza e sulla disabilità è stato potentissimo, uno dei più bei momenti di tv''.

Oppure Claudia Cardinale corrispettivo di Fanny Ardant di Sorrentino.

Potremmo stare ore a paragonare questi due tentativi, a mio avviso entrambi riusciti, di raccontare la bellezza e uno tra i vari ancora non detti, è che entrambi non sono stati pienamente capiti.

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