FESTIVAL DI SANREMO 2014: LA MANO DELLA CAMORRA DIETRO AI DISTURBATORI DELLA PRIMA SERATA? (by el91)

Non se n’è più parlato a mezzo stampa in questi ultimi giorni, forse perché come lo stesso Fazio aveva detto, troppe cose ancora dovevano essere chiarite, ma ecco che oggi il quotidiano La Stampa ha messo in tavola tutte le carte, dando molte delle spiegazioni che tutti ci aspettavamo.

Facciamo un piccolo passo indietro: siamo alla serata iniziale della sessantaquattresima edizione del Festival della Canzone italiana, il conduttore entra in scena e inizia il suo monologo sulla bellezza, ad un certo punto due signori minacciano di buttarsi da una delle balaustre laterali del teatro.

Attimi di panico susseguiti da momenti di apprensione per le sorti di quelli che agli occhi di tutti apparivano come due poveri malcapitati vittime della crisi.

Chi fossero davvero quelle persone non lo si poteva sapere, almeno in quel momento. Una volta portati in questura si sono poi accertate le loro identità. Antonio Sollazzo, Marino Marsicano, Maria Rosaria Pascale e Salvatore Ferrigno. Questi sono i nomi della banda che ha assaltato la prima puntata del Festival. Due sulle balaustre e due a distrarre gli addetti ai lavori fingendo un malore.

Un attacco preparato ad arte dunque. Qualche settimana fa Fazio aveva detto:

''Ci è stato fatto uno sgambetto, ma siamo andati in rete lo stesso''.

Velatamente il conduttore lanciava dunque delle accuse, ma ancora le indagini erano, come lo sono tutt’ora, in corso e non ci si poteva sbilanciare troppo.

Ad oggi ci pensa appunto La Stampa a fare un po’ di chiarezza riportando quanto accaduto in queste ore a Napoli. Due dei disturbatori del Ariston si sono riuniti sotto le finestre della regione per continuare la loro protesta. In realtà dietro a loro c’è molto di più. Un movimento costituito integralmente da pregiudicati, a partire dal suo leader Salvatore Lezzi, affiliati tutti alla camorra.

''Fa cchiù muorte ’o guverne che ’a camorra'' afferma Lezzi, continuando ''L’unica azienda che assume è la criminalità''.

C’è quindi molto di più dietro a questa ''protesta'' iniziata il 18 febbraio e che pare continuare tutt’oggi. Chi gridava al complotto interno, alla programmazione da parte del team Fazio solo per fare più ascolti, è stato messo all’angolo.

Resta certo un grosso punto di domanda su questa vicenda, in particolare chi abbia pagato biglietti ed albergo alla ''banda''.

Da una nota informativa della questura di Imperia si legge come sia emerso che due degli ingressi siano stati acquistati regolarmente alla biglietteria del teatro la stessa giornata di martedì 18, mentre altri due il 14 febbraio da Salvatore Buia, pregiudicato napoletano, persona dedita al bagarinaggio.

Bisogna dire che anche se i quattro avessero acquistato solo due biglietti di tasca propria, si tratterebbe comunque di una somma considerevole per le finanze di persone che si dicono disoccupate (200 euro), per non parlare poi della fattura dell’albergo su cui aleggia l’ombra, ancora non suffragata di Presta.

Questa mattina Fazio ha cinguettato:

''La Stampa di oggi mi chiarisce finalmente molte cose''.

Gli ultimi sviluppi uniti alle sue dichiarazioni mi fanno credere che c’abbia visto proprio giusto.

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