Le Iene, Enrico Mentana e la sua hater
Le Iene, Enrico Mentana e la sua hater. 

Con Emma Marrone era andata meglio, il suo hater aveva chinato la testa e accettato la predica del personaggio pubblico. Fra Enrico Mentana e la sua di hater non è andata così', non è finita pari e patta. Il giornalista ha tenuto ferme le sue posizioni, giudicando il confronto improponibile. E la donna si è giustificata per le sue invettive sui social contro Mentana, definendosi arrabbiata e disoccupata. E quindi autorizzata a sfogare la sua rabbia contro chi meglio crede. Le Iene ci hanno provato a ricomporre, a creare un dialogo, ma è stato tutto abbastanza inutile, come i telespettatori hanno potuto constatare durante la trasmissione di Italia 1.

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#BoracayClosure: questo l'hashtag delle polemiche
#BoracayClosure: questo l'hashtag delle polemiche. 

Desta sensazione il caso dell'isola filippina di Boracay, mare turchese e sabbia di borotalco ma ormai solo nei depliant. In realtà l'acqua è diventata marrone. Lo stesso Rodrigo Duterte, presidente filippino, aveva definito l'isola "una fogna", proclamando lo stato di calamità naturale. "L'acqua di Boracay puzza di m....", aveva detto senza mezzi termini il leader di Manila col suo tipico linguaggio colorito. La spiaggia quasi non esiste più per l'affollarsi di strutture turistiche. Per questo il governo filippino ha deciso di chiudere per sei mesi l'isola. Il periodo di riabilitazione sarà utilizzato per dotare l'isola di un sistema fognario funzionante, demolire centinaia di strutture ricettive abusive e ampliare la strada principale.

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Occhi puntati sulla consorte del dittatore siriano Assad
Occhi puntati sulla consorte del dittatore siriano Assad. 

Non solo il capo del regime nell'occhio del ciclone dei media occidentali, ma anche la moglie Asma. C’è chi la chiama la lady Diana di Damasco per il suo stile all’occidentale, chi l’ha ribattezzata la Rosa del deserto o meno elegantemente la Maria Antonietta di Siria. Alta, sottile, emancipata, per i suoi denigratori Asma al-Assad, non è altro che una donna spietata, piuttosto che come una moglie devota al marito e alla patria, terra martoriata da 7 anni di guerra causata da un golpe islamista finanziato dall’estero. Fedele al Paese e alla famiglia, la signora Assad ha sempre preferito restare accanto a marito e figli, senza mai abbandonare Damasco, anche nel pieno della guerra.

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Da Madrid a Corato: ecco che fine fanno le patatine di Buffon
Da Madrid a Corato: ecco che fine fanno le patatine di Buffon. 

Non l'avesse mai detta Gianluigi Buffon la frase sulle patatine, al termine di Real Madrid-Juventus. Ecco nello specifico, le parole del portiere: "Se non si ha la personalità di stare a certi livelli meglio starsene fuori guardando la partita in tribuna insieme alla moglie, magari mangiando patatine. E' una questione di sensibilità che deve albergare in ogni uomo, non di saper arbitrare o meno. Vuol dire non sapere dove si è, quali squadre stanno giocando: in pratica non si sa un c***o. Bisogna aver visto la partita d'andata dove ci fu negato un rigore netto al 95esimo minuto". Ci sono zone d'Italia dove la goliardia non spopola solo sui social network, ma diventa parte del paesaggio...

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Fabrizio Corona: guadagni per 1,9 milioni di euro erano leciti
Fabrizio Corona: guadagni per 1,9 milioni di euro erano leciti. 

La Sezione misure di prevenzione del Tribunale ha disposto la restituzione di circa 1,9 milioni di euro che erano stati sequestrati a Fabrizio Corona su un totale di circa 2,6 milioni trovati in parte in Austria e in parte in un controsoffitto, chiarendo che le somme sono state "lecitamente guadagnate" e trattenendo la parte di imposte non ancora versate. I giudici hanno disposto, invece, la confisca della sua casa ma, come chiarito dal legale Ivano Chiesa, non hanno ravvisato che Corona sia attualmente socialmente pericoloso. Un nuovo capitolo dunque della saga che coinvolge il  fotografo diventuo un personaggio re del glamour e del gossip.

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Clamorosa denuncia degli arbitri italiani, stanchi di essere intimiditi
Clamorosa denuncia degli arbitri italiani, stanchi di essere intimiditi. 

Il presidente dell’Aia (Associazione italiana arbitri) Marcello Nicchi, ha fatto una denuncia da brividi: "All'Associazione sono arrivati plichi con pallottole indirizzate a me, al vice presidente e al designatore Rizzoli è un fatto nel dominio della Digos e all'attenzione del ministro degli Interni". L’ex arbitro di Arezzo ha aggiunto che "c'è un giornalista professionista che in una trasmissione ha affermato” che i direttori di gara del calcio avrebbero “dichiarato guerra a un popolo e in guerra non si va suonando lo zufolo, si va sparando”. Bisogna “sparare agli arbitri e non permettere loro di arbitrare. Questa  la conseguenza", conclude Nicchi, sottolineando che il responsabile della frase è stato regolarmente denunciato.

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