Pechino
Pechino Express Vs Grande Fratello

Da qualche settimana il lunedì sera assistiamo al grande scontro fra i principali reality delle due emittenti rivali: Pechino Express su rai 2, e Grande Fratello Vip per canale 5. Il programma di Costantino della Gherardesca resiste bene, dimostrando, ancora una volta, che intrattenimento non è per forza sinonimo di spazzatura

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Quando, palesati i palinsesti, ho notato che la Rai si fosse messa in testa di controprogrammare Grande Fratello Vip, diamante di punta della stagione autunnale Mediaset, ho sbuffato.

La Rai da sempre è stata marchio di garanzia di programmi originali e si successo, come ad esempio il Commissario Montalbano del quale, proprio in questi giorni, si sta girando l'edizione 2018 (leggi qui: Montalbano dove e quando si girano i nuovi episodi?)

Certo, ho adorato quei tempi in cui le due emittenti guerreggiavano a suon di trashate... ma qua l'unico scenario che la mia mente riusciva a concepire, era quello di continui slittamenti della trasmissione targata Rai2 al fin di ritagliarsi un'onesta fetta di pubblico. 

E invece, con mia grande sorpresa, il format condotto da Costantino della Gherardesca ha retto bene allo scontro. Ha perso, sì, almeno in termini numerici (9,91 % contro il 17,63 % raggiunto dalla concorrenza), ma senza venirne schiacciato.

D'altronde dubito che qualcuno all'interno della produzione di Pechino Express avesse pensato di poter mai vincere il confronto, sono convinta che l'obbiettivo fosse, semplicemente, la resistenza. Tanto cara al Costa, ed anche a me.

Insomma, Il Grande Fratello, (leggi: Grande Fratello Vip prima edizione: tra gli inquilini anche Fabrizio Corona?) abituato a share ben sopra il venti, e Pechino Express, abituato ad essere sotto il dieci, hanno rivaleggiato degnamente.

Ed io mi sono quasi commossa!!!!

I dati Auditel si confermano all'incirca i medesimi anche dopo il secondo scontro, mentre la terza e la quarta battaglia vedono trionfare il reality di Ilary Blasi che, forte delle eliminazione pre annunciate (Clemente Russo e Pamela Prati), chiude l'ultima puntata con il 23,30% mentre l'adventure game perde più o meno il 2% degli spettatori.

E di nuovo, il risultato è comunque positivo considerato che su Canale 5 v'era una Pamela furiosa a dar di matto, e una Valeria Marini intenta a sfondar porte;  mentre su Rai 3, la rete del Giro d'Italia 2017 Milena Gabanelli stava salutando il suo pubblico e annunciando la chiusura di Report.

 

Uno dei punti di forza dell'attuale edizione di Pechino Express è sicuramente il cast: un giusto equilibrio di personaggi eccentrici, divertenti tanto quanto disturbanti, e concorrenti più cazzari che competitivi.

Assistere alle avventure delle signore, stars della televisione e amatissime dal pubblico (come ad esempio Cristina Bugatty, o la celebre opinionista di Uomini e Donne, Tina Cipollari, e ancora, la sempre fuori dalle righe Lory del Santo), tolte dai loro comfort quotidiani per essere catapultate a fare l'autostop in Guatemala, e nutrirsi con un euro al giorno, è davvero esilarante.
Gradevolissime sono le coppie degli spensierati Emiliani (Ruichi Xu e Carlos Kamizele Kahunga) e dei ridanciani Socialisti ( Alessio Stigliano e Alessandro Tenace noti nel web come TheShow).

Divertenti anche i siparietti della coppia degli estranei (esperimento, riuscitissimo, d'accoppiare due sconosciuti), nati dalla scarsa sopportazione di Marco Cubeddu degli atteggiamenti balzani della sua compagna di viaggio Silvia Farina. Mentre in pochi rimpiangono l'eliminazione delle modelle, la coppia delle Naturali ( Benedetta Mazza e Raffaella Modugno) le quali, purtroppo, non davan vita ad alcun momento godibile. Contrariamente, gli "antipatici"- ma ancora in gara, di quest'edizione, i coniugi Francesco Sarcina e sua moglie Clizia Incorvaia, che per via della loro competitività dan luogo a battibecchi dadaisti degni di nota.

Certamente anche il meraviglioso percorso (Colombia - Guatemala - Messico), corroborato da riprese mozzafiato, aiuta nel rendere questa trasmissione qualcosa di speciale e diverso all'interno del panorama televisivo... ma il fiore all'occhielo è, ancora una volta, l'impeccabile conduzione di Costantino della Gherardesca: di un'ironia sempre sagace, accompagna i viaggiatori e il pubblico a casa in quest'avventura senza mai eccedere. Il Costa è uno fuori dagli schemi, conosce i limiti, ci si avvicina, e non li supera.

Pechino Express è un programma in cui non esistono scandalucci e i momenti strappalacrime son ridotti al minimo (fin'ora, ad uno). In cui le polemiche sono fini a sè stesse e non vengono reiterate all'infinito dalla produzione: quando due litigano, litigano. E la puntata successiva non ci sorbiremo chiarimenti fra le parti nè RWM esplicativi. Niente. La puntata andrà avanti in tutta normalità, fra prove impossibili e autostop (s)fortunati. Niente montaggi faziosi atti a salvare l'immagine di uno o dell'altro concorrente, anzi... Si dice addio al long take tipico dei vecchi reality per dirigersi verso un montaggio serrato che non lascia spazio a momenti di noia, realizzato con grande attenzione e cura dei dettagli (sempre azzeccate le scelte musicali).

Ed anche se io li amo quei filmati riassuntivi tipici del Grande Fratello, o di Maria De Filippi, quelli brutti, che si direbbero fatti con Movie Maker e che come sottofondo hanno la canzone di un cantante nato in casa Mediaset... ed anche se in fondo in fondo, apprezzo anche la conduzione alla buona di Ilary Blasi durante questo Grande Fratello dei Vip, quando pare che sia lì-lì per mandar tutti a quel paese e tornarsene a casa... Anche se amo profondamente il trash, rimanere impassibili di fronte ell'evidente qualità di Pechino Express, è impossibile.

Credo che il punto stia proprio qui: Pechino Express è un reality, attinge ai personaggi più strampalati e nazionalpopolari della televisione italiana - da mischiare a perfetti sconosciuti - per formare il cast, ma Pechino Express non è trash.

È leggero, fresco, spassoso... certo non si discute di alti sistemi e dopo averlo guardato non si va a dormire pronti a superare un esame di medicina. È semplice intrattenimento, ma fatto bene.

E ci dimostra che non è per forza necessario puntare su liti e pianti per far funzionare un reality, e che è possibile condurlo puntando ad un'ironia di livello un po' più alto, dove non si ride solo di fronte a tette al vento e purèe nelle mutande, senza destabilizzare troppo il pubblico.

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