Marco Travaglio ad Annozero del 10 marzo 2011Ad Annozero del 10 Marzo 2011, consueto intervento di Marco Travaglio che questa volta, sviluppando il tema della crisi di immobilismo italiana, individua dal suo punto di vista cosa si potrebbe fare per recuperare disponibilità finanziaria  che dia ossigeno all'economia italiana.

 

Di seguito il monologo di Marco Travaglio ad Annozero del 10 marzo 2011.

 

Si è parlato di regimi corrotti ed io, in attesa dei 150 anni dell'Unità d'Italia, vorrei commemorare un'altra ricorrenza: il primo anniversario del varo in Consiglio dei Ministri della “Legge Anticorruzione”, il primo marzo del 2010, un anno fa esatto, il Governo presentava il provvedimento che doveva cancellare questa tassa occulta delle mazzette che la Corte dei Conti aveva appena quantificato in sessanta miliardi all'anno.

 

Pene severe per i funzionari infedeli, ineleggibilità dei condannati, trasparenza massima negli appalti; e un anno fa eravamo tutti indignati per lo scandalo della Cricca, il grande scandalo delle opere inutili con prezzi gonfiati alla Maddalena, gli imprenditori che sghignazzavano la notte del terremoto, il giro di favori massaggi fra Anemone, Balducci, Bertolaso e C., Scajola che si era dovuto dimettere per quell'increscioso incidente: la scoperta che gli avevano pagato la casa a sua insaputa.

 

I giornali del centrodestra descrivevano un Berlusconi furibondo che indagava a casa sua, in vestaglia, e interrogava a Palazzo Grazioli tutti, Lunardi, Bertolaso, Scajola, Verdini per farli confessare poi annunciava “caccerò chi si è arricchito con la politica..." con un'eccezione naturalmente.

 

Il Ministro Alfano sembrava aver capito anche lui che il guaio dell'Italia non sono tanto i Pm he indagano quanto i politici che rubano e infatti disse “non voglio che si perda tempo, consideriamo la corruzione una tassa occulta sui cittadini, i partiti non hanno bisogno di soldi rubati per sopravvivere, chi ruba lo fa per sé e deve pagare”.

 

Schifani, Presidente del Senato, ove la legge fu incamminata, giurava “ho incaricato i presidenti delle Commissioni ad accelerare al massimo, ce lo chiedono con forza gli italiani, controllerò personalmente”.

 

Gasparri minacciava sfracelli “il disegno anticorruzione rappresenta una stretta decisiva e definitiva contro il malcostume che talvolta ha inquinato l'amministrazione dello stato,della cosa pubblica, il Parlamento e la politica: il Pdl si impegna ad approvarlo in tempi rapidi” e molti italiani avevano già l'acquolina in bocca perché basterebbe ridurre la corruzione del 20% e avremmo ogni anno 12 miliardi in più da spendere per chi ha bisogno.

 

Secondo la Oxford Review of Economic Policy, il nostro sviluppo economico aumenterebbe di quasi dell'uno per cento l'anno, praticamente raddoppierebbe e l'Italia tornerebbe in Europa anche nelle classifiche come Transparency International, dopo che in dieci anni è scivolata dal 29esimo al 67esimo posto dei paesi meno corrotti dietro l'Arabia, il Kuwait, la Turchia, il Ghana e il Rwanda.

 

Bene, sapete come è andato a finire il disegno di legge? Giace in un cassetto del Senato, un cassetto pieno di sabbia e lì tiene compagnia alla legge popolare di Grillo sull'incandidabilità dei pregiudicati; la Commissione Affari Costituzionali ha dedicato a questa legge 5 o 6 riunioni e le ultime due pare che siano durate 5 minuti netti ciascuna.

 

Intanto, nell'ultimo anno, la corruzione è aumentata del 229%; solo l'estate scorsa, alla festa dei giovani di An, il Ministro Meloni aveva chiesto a Berlusconi di espellere i corrotti e lui l'ha molto applaudita e poi ha detto “i giornali di sinistra parlano di una nuova Tangentopoli ma nel nostro partito non ci sono mascalzoni, li abbiamo tutti individuati ed espulsi... per qualche minuto i vari Dell'Utri, Verdini, Lunardi, Sciascia, Brancher, Berruti e Cosentino hanno tremato poi si è capito che era uno scherzo infatti non risulta nessun espulso dal Pdl per rinvio a giudizio o condanne giudiziarie, invece hanno cacciato Fini e i finiani che in una riunione del partito avevano pronunciato addirittura la parola legalità, che è un po' come bestemmiare in chiesa o sventolare l'aglio davanti al vampiro.

 

Ora Scajola vuole addirittura tornare in pista ma non ha condanne per mafia infatti Dell'Utri ha detto che non è d'accordo.

 

L'altro giorno la Camera ha negato l'autorizzazione a procedere per Lunardi che è imputato al Tribunale dei Ministri per corruzione: l'accusa è di aver comprato, da Ministro delle Infrastrutture, per sé però, un magnifico palazzo di cinque piani di Propaganda Fide, per tre milioni quando pare ne valesse otto, in cambio di finanziamenti e favori al Vaticano; l'hanno salvato Pdl, Lega, i Responsabili, uno del Movimento delle Autonomie che si chiama Commercio e molti finiani.

 

Tra i voti favorevoli a Lunardi, si segnala anche quello di un certo Pietro Lunardi, che non è un omonimo, è proprio lui che dopo una travagliata riflessione ha deciso di votare per sé stesso.

 

Già che c'erano, Pdl e i radicali hanno salvato uno di sinistra, Pecoraro Scanio, ex Ministro dell'Ambiente, pure lui sotto inchiesta al Tribunale dei Ministri, pure lui per corruzione: niente autorizzazione a procedere per l'uso delle sue telefonate intercettate; qualcuno dirà “giustamente”, Lunardi e Pecoraro Scanio non sono mica stati condannati... né mai lo saranno perché per Lunardi la Camera vieta proprio di processarlo, a Pecoraro Scanio hanno buttato via direttamente le prove quindi andrà tutto bene ma anche se fossero stati condannati cambierebbe poco perché, due casi recenti, Massimo Maria Berruti è stato condannato in appello, il mese scorso, a due anni e dici mesi per riciclaggio di decine di milioni di euro di fondi neri Mediaset, nessuno la ha espulso anzi rimane deputato del Pdl ed è anche membro della Commissione Attività Produttive proprio per premiare questa sua competenza specifica.

 

Aldo Brancher, pure lui, è appena stato condannato in Appello per appropriazione indebita e ricettazione dei soldi di Giampiero Fiorani; ecco, lui è accusato di aver intascato 827mila euro dalla Banca Popolare di Lodi per appoggiare la famosa scalata dell'Antonveneta e anche lui è rimasto naturalmente deputato del Pdl e anzi, se non fosse intervenuto Napolitano, sarebbe anche sottosegretario e sarebbe sfuggito al processo grazie al legittimo impedimento.

 

E così, oggi, mentre il disegno di legge anticorruzione riposa in pace in quel cassetto, è arrivata la grande riforma epocale della giustizia, epocale perché non s'era mai vista proprio in nessuna epoca una riforma della Giustizia fatta da un imputato per corruzione: insomma, stiamo combattendo la corruzione con massicce dosi quotidiane di corruzione, quasi una specie di cura omeopatica.

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