Annozero di Michele Santoro del 13 gennaio 2011Puntata fortunatamente poco gridata quella di "Annozero" di Michele Santoro del 13 gennaio 2011 anche se il tema, quello del referendum alla Fiat di Mirafiori, ha mostrato posizioni assolutamente contrapposte anche se unificate sotto il ricatto del si o della chiusura dello stabilimento torinese.

L'anteprima di Annozero di Michele Santoro del 13 gennaio 2011 ricorda la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento poi le dichiarazioni di Fassino che voterebbe si al referendum mentre una lavoratrice illustra l'impossibilità di sostenere i ritmi richiesti anche se l'alternativa è la disoccupazione; altri operai denunciano problemi di libertà e il carattere ricattatorio della proposta Marchionni: "il cuore della Fiat è sparso per il mondo e noi operai non contiamo niente".

 

Sulle indicazioni della Corte Costituzionale, Gasparri dice che il risultato è accettabile perché riconosce il concetto di base che il governare deve essere garantito ma Vattimo ribadisce che la situazione è tornata quella di prima e che per Berlusconi è stata solo una semivittoria, Ichino precisa che è stata una scelta chirurgica che ha eliminato tutti gli aspetti anticostituzionali.

Per tutti nello studio di "Annozero" di Michele Santoro del 13 gennaio 2011, sarà importante vedere le reazioni di Berlusconi perché dai toni si capirà se le elezioni sono più vicine, per Giannini di Repubblica invece i rumors danno le elezioni già fissate per il 22 Maggio e che per Berlusconi è una parziale sconfitta perché sarà sulla graticola e comunque è già in campagna elettorale; Gasparri non crede alle elezioni perché il Governo ha ancora molto consenso.

 

Un filmato di "Annozero" di Michele Santoro del 13 gennaio 2011 illustra la sproporzione fra lo stipendio di Marchionne - 4 milioni all'anno più azioni e stock options che al momento gli garantirebbero circa 120 milioni di euro - e quello di un lavoratore e di seguito alcune operaie che volantinano e spiegano che con questo accordo si torna indietro di 60 anni e che per i figli non ci sarà futuro; Landini della Fiom e Chierle della Cisl sono in disaccordo sulle caratteristiche dell'accordo e Pietro Ichino lamenta una lacuna legislativa nei rapporti fra industria e manodopera che dovrebbe permettere la presenza anche delle sigle sindacali che non firmano l'accordo.

 

Vattimo segnala che lo sciopero sarà considerato una questione disciplinare passibile di licenziamento e senza sciopero l'operaio non ha forme di protesta mentre Porro del Giornale fa notare che anche se le condizioni degli operai peggioreranno, non si viola nessun diritto costituzionale, gli operai potranno scioperare (Vattimo ripete di no) e gli stipendi aumenteranno, Landini della Fiom comunica che il testo dell'accordo lo ha fotocopiato il suo sindacato e l'ha distribuito a tutti gli operai, anche quelli di altri sindacati che non l'hanno neanche discusso con i propri iscritti e inoltre i rappresentanti sindacali non sono più eletti ma indicati dal sindacato.

 

Gasparri è dalla parte di Marchionne che ha "salvato" la Fiat e dice  che in Italia si produrranno SUV che avranno maggiore "appeal" e produrranno guadagni, poi difende il piano di welfare predisposto dal Governo e fa una dichiarazione "no global" perché riconosce che i diritti vanno verso il basso ma siccome non si può cambiare il mondo bisogna negoziare i diritti.

 

L'intervento di Travaglio ad "Annozero" di Michele Santoro del 13 gennaio 2011 segnala le testate che hanno incensato Marchionne, le sue continue giravolte e dichiarazioni contrastanti, il suo stipendio esagerato e soprattutto il problema della "stock options" (opzioni sull'acquisto di azioni della società date gratuitamente ai managers che possono guadagnare dalla Borsa, indipendentemente dai problemi degli operai e della società) e che Torino sarà probabilmente in provincia di Detroit.

 

Si passa poi a trattare il piano industriale di Marchionne che prevede un miliardo subito poi altri venti ma nessuno sa come questo avverrà, mentre Obama ha dato i soldi per salvare Chrysler ma vuole sapere tutto quello che succederà e ha stabilito dei paletti, Chierle della Cisl afferma che il 50% degli investimenti in Italia vengono dagli Usa, che i nuovi fuoristrada daranno maggiore quota di guadagno e che anche in Germania i sindacati si sono accordati con gli industriali per non scioperare.

 

Giannini ribadisce che Germania e Usa danno i soldi ma vogliono sapere per cosa invece in Italia il silenzio è stato assoluto fino a che Berlusconi si è schierato con Marchionne, citando invece l'Alitalia che è stata salvata come simbolo di italianità, concetto che Porro contesta spiegando che sono casi diversi e che il Governo era interno ad Alitalia.

 

Landini della Fiom sostiene che fare Suv in Italia è una follia, che solo in Italia le fabbriche rischiano di chiudere, che Obama vuole negli Usa i prodotti migliori, che l'accordo di Pomigliano doveva essere una tantum invece Mirafiori è uguale, che la Fiat è uscita da Confindustria per non rispettare il contratto nazionale e che le assemblee le fanno i dirigenti Fiat.

 

Gasparri ironizza sul fatto che per anni ci si è lamentati dei soldi dati alla Fiat ed ora si invoca l'intervento dello stato, l'intervengono due studenti che attaccano duramente il Governo e Marchionne perché diminuire i diritti per aumentare la produttività è inaccettabile; Santoro sottolinea che lasciare senza rappresentanza molti lavoratori può avere conseguenze pericolose.

 

In un intervista realizzata da "Annozero" di Michele Santoro del 13 gennaio 2011, Casini afferma che voterebbe si al referendum Fiat perché la chiusura sarebbe un dramma, che Berlusconi però ha sbagliato ad esprimersi come ha fatto e che se il Pd eliminasse l'ala sinistra si potrebbe parlare; Chiamparino è decisamente a favore del si schierandosi con Marchionne e afferma che se il 45% degli operai vota a destra vuol dire che seguire una certa sinistra è sbagliato; Vendola è assolutamente contrario e parla di referendum ricatto; Bersani dice che l'accordo è necessario e che gli operai devono sforzarsi di accettare ma la colpa del Governo è di non aver chiesto chiarimenti a Marchionne sul piano industriale e che politicamente il Pd non deve scegliere con chi allearsi ma fare in modo che siano gli altri a volersi alleare col PD.

 

Vattimo sottolinea che al momento non c'è nessun partito che rappresenti l'area del dissenso, ma solo i movimenti di base, Gasparri segnala le spaccature nel Pd ma Ichino lo contesta, un altro studente chiede più investimenti sulla ricerca perché è impossibile competere al ribasso con la Cina; Giannini conferma che con le soluzioni alla Marchionne al massimo gli operai possono aspirare a mantenere il posto di lavoro, si devono accontentare mentre Porro afferma che le stock options di Marchionne sono meritate per il lavoro che ha fatto, Landini conclude pessimisticamente che comunque l'attività e la sorte degli operai Fiata sarà subordinata all'obbligo di restituire i soldi ad Obama e che la famiglia Agnelli si sta disimpegnando dal settore industriale.

Vauro Senesi porta un po' di sana cattiveria in studio prima che i titoli di coda sfumino "Annozero" di Michele Santoro del 13 gennaio 2011.

rastafari

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