Felicia Impastato:madre coraggiosa alla ricerca di giustiziaE' stato trasmesso sulla Rai il film tv con Lunetta Savino " Felicia Impastato" sulla storia della madre di Peppino Impastato, giornalista ucciso dalla mafia. Questa donna, con il suo coraggio, ha lottato per venti anni perchè venisse fatta giustizia per il figlio senza mai arrendersi allo strapotere della criminalità organizzata e diventando così un icona morale per chi si batte per la legalità. L'indagine della procura di Palermo sul depistaggio è iniziata nel 2011 ed è ancora in corso. Felicia Impastato è morta il 7 dicembre 2004, a 88 anni, per un attacco d'asma e, dopo la sua morte, la casa dove ha vissuto è diventata la "Casa memoria Felicia Impastato e Peppino Impastato.

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Felicia Impastato era la madre di Peppino Impastato, il militante di estrema sinistra che venne ucciso dalla mafia a Cinisi, in provincia di Palermo, il 9 maggio 1978 e lo stesso giorno in cui le Brigate Rosse uccidevano a Roma il leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro.

Felicia Impastato ebbe un ruolo determinante e appassionato nella lunga ricerca della verità sull'assassinio di suo figlio, verità che fu per molto tempo depistata e nascosta dai responsabili dell'omicidio e dalla trascuratezza delle indagini.

Felicia Bartolotta era nata a Cinisi il 24 maggio 1915 in una famiglia di piccola borgesia, il padre impiegato al municipio, la madre casalinga e poi nel 1947 sposò Luigi Impastato che proveniva da una famiglia di piccoli allevatori legati alla mafia di Cinisi.

Il matrimonio fu una scelta di Felicia dato che era innamorata di quell'uomo anche se non conosceva i legami che aveva con la mafia e nacquerò, dall unione, i suoi tre figli.

Negli anni Settanta il figlio Peppino si impegnò in diverse esperienze politiche nei movimenti dii estrema sinistra e nel 1977 fondò Radio Aut, una radio libera e autofinanziata da cui denunciava gli affari dei mafiosi di Cinisi,in particolari quelli di Badalamenti che chiamava " Tano Seduto", che avevano un ruolo di primo piano nel traffico di droga attraverso il controllo dell'aeroporto di Punta Raisi e nello stesso anno, a settembre, Luigi Impastato morì investito da un' auto.

Nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1978 Peppino fu rapito e poi legato ai binari della ferrovia Palermo-Trapani dove venne ucciso con una bomba al tritolo e da subito le indagini seguirno l'ipotesi di un'attentato terroristico fatto da Impastato e finito male e l'ipotesi di suicidio.

Dopo la scomparsa di Peppino Felicia Impastato decide di rompere l'omertà denunciando i nomi di chi ha ucciso suo figlio anche se nessuna donna in Sicilia ancora lo aveva fatto, questa donna, con coraggio e determinazione, rincorre lo stato che voleva archiviare il delitto come atto terroristico all'inizio e poi come suicidio.

Fu una battaglia per la verità che durò più di vent'anni combattuta al fianco del figlio Giovanni e anche se dal primo esposto la strada si presentò in salita Felicia Impastato non si arrese fin quando non trovò un magistrato di Palermo disposto ad ascoltarla: Rocco Chinnici ma,anche se credeva a Felicia, il magistrato venne fatto saltare in aria e le speranza della donna sembrano svanire fino all'incontro con Franca Imbergamo, un altro coraggioso magistrato che decise di seguire la vicenda.

Qusto film della Rai è un flash-back ispirandosi alla storia di Felicia Impastato che segue la lunga deposizione di Felicia dalla morte del figlio Peppino ai tentativi di farlo passare per suicida terrorista, dai vari depistaggi all'implacabile ostinazione di questa madre decisa nella lotta alla mafia e nella ricerca della verità.

Finalmente, a 22 anni dalla morte del figlio, Felicia viene chiamata al processo contro il boss Gaetano Badalamenti e anche se è anziana riuscì a guardare negli occhi il boss che nel 2002 venne condannato all'ergastolo.

Il soggetto e la sceneggiatura sono di Diego de Silva e Monica Zappelli con la coonsulenza di Giovanni Impastato oltre ad una bravissima Lunetta Savino nel cast alcuni degli attori sono Carmelo Galati, Barbara Tabita, Linda Caridi e la regia è di Gianfranco Albano.

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