Intervista a John Lennon E' stato reso noto ieri il testo integrale  dell'intervista che John Lennon rilasciò trent'anni fa alla rivista Rolling Stone, tre giorni prima di morire, in cui se la prendeva con i critici musicali e dichiarava di non voler essere un "eroe morto" preferendo di gran lunga essere una persona viva.

 

Queste dichiarazioni sembrano un'autoprofezia, un presagio funereo che si sarebbe realizzato tre giorni dopo per mano di Mark David Chapman davanti al palazzo "The Dakota" in Central Park a Manhattan (New York).

Nell'intervista John Lennon dichiarava:" I critici musicali creano delle aspettative e degli idoli a cui le gente dovrebbe essere devota, amano gli artisti solo quando stanno salendo la scala del successo ma io non posso farlo di nuovo.

Allora quello che vogliono è un eroe morto, come Sid Vicious o James Dean ma io non ci tengo per niente ad esserlo."

 

Nel prosieguo dell'intervista, John Lennon dichiarava di essere contento del fatto di avere ancora molto tempo davanti a sé per raggiungere gli obiettivi che si era posto e accennava che anche Bruce Springsteen avrebbe avuto lo stesso problema con il successo e la critica: "Dio aiuti Bruce quando i critici diranno che non è più una "divinità e cercheranno di di distruggerlo, spero che se la cavi".

Nel seguito dell'intervista, riguardo alla frase da lui pronunciata che " i Beatles erano più famosi di Gesù" chiariva ironicamente di non aspirare alla divinità e sul contrastato rapporto con Paul McCartney dichiarava che il suo socio di avventure era una delle uniche due persone che aveva scelto per poterci lavorare assieme.

 

Tre giorni dopo, uno psicolabile amante dei Beatles, si faceva fare un autografo su un disco da Lennon mentre usciva dall'albergo in cui abitava, aspettava per diverse ore il  suo ritorno  e al suo comparire si avvicinava dicendo: "Hey mister Lennon, sta per entrare nella storia" sparando contemporaneamente cinque colpi di pistola.

Dopo l'omicidio, Chapman si era seduto tranquillamente a leggere e al portiere dello stabile che gli chiedeva: "Hei, lo sai cosa hai fatto?" rispose tranquillamente: "Certo, ho appena sparato a John Lennon".

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