Recensione disco rap/hip-hop: Benvenuti a "Il rap per me", spazio che si occupa di recensire dischi rap/hip-hop italiani. I dischi recensiti sono catalogati in "Out now" e "Back in da dayz". La prima categoria ovviamente riguarda lavori appena usciti, dischi, mixtape o ep sfornati da poco. La seconda si occupa di ripescare lavori usciti mesi o addirittura anni fa, ma dei quali vale ancora la pena parlare o che è giusto vengano conosciuti se per caso sono passati inosservati. Non si fa differenza tra mainstream e undergound, tra emergenti e padri nobili del genere: tutto riceve la stessa attenzione, e se necessario le stesse critiche. Enjoy! 

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#1 Out now, "Educazione Sabauda" di Willie Peyote.

Benvenuti nel mondo di Willie Peyote, uno di quelli a cui il rap sta un po' stretto.

Benvenuti nel mondo di uno di quegli artisti che non pensano di essere in debito rispetto ad un solo genere musicale, e di dovere dedicare ad esso tutta la propria carriera. 

Come ha ripetuto più volte, Willie ha una formazione più punk che rap, e ha sempre tentato di non fossilizzarsi, di non impostare il pilota automatico e fare pezzi sempre uguali per compiacere una fetta ristretta di pubblico. 

"Educazione sabauda" è un disco suonato, non aspettatevi basi fatte di cassa e rullante e batterie che si ripetono in loop. 

E sopra alla musica, preparatevi ad ascoltare qualcuno che sa scrivere. 

Quando si parla di rap sembra un concetto scontato, ma non lo è affatto. 

Come giustamente rappa Rancore ("Belle rime, ma quand'è che inizi a scrivere?") c'è un'enorme differenza tra fare giochini lessicali per spare punch-line ogni due per tre ed invece mettersi ad un tavolo tentando di rimettere insieme i cocci delle proprie storie, raccontandole in rima con impressionante facilità. 

Ascoltando "Educazione sabauda", così come accade con "Latte & Sangue" di Don Diegoh e Ice One, avrete l'impressione di essere seduti su un sgabello di un bar, accanto a Willie che tra una wodka e l'altra vi racconta le sue sfortune e le sue peripezie in amore. 

Perchè l'amore nei dischi del Peyote c'è, nascosto tra una barra cinica e l'altra, ma neanche troppo bene. 

E' questo che rende completo l'ascolto, l'impressione di avere a che fare con una persona che potrebbe parlarti di tutto senza perdere di lucidità d'analisi nemmeno per un secondo. 

E pazienza se a volte le sue canzoni sembrano frutto di un fortissimo fastidio per vite in stile "Mulino Bianco" e alte volte sembrano adatte come sottofondo di un quadretto familiare fra un lui, una lei ed un focolare. 

Probabilmente potrà non piacervi se siete rappusi duri e puri e mettete la coerenza tra i primi punti che un artista deve seguire.

Ma lasciate che vi sveli un segreto: tantissimi mostri sacri non sono coerenti come pensate. 

Quindi ben venga Willie Peyote che non cerca di essere perfetto, e ben vengano le sue piccole-grandi contraddizioni. 

Per quanto altri cercheranno di convincervi del contrario, la vita di un essere umano è fatta di alti e bassi, di momenti di stanca e di altri in cui la situazione all'orizzonte sembra più rosea. 

E' quasi impossibile raccontare momenti così diversi con lo stesso stile, e il tentativo di coerenza, in alcuni casi, sembra sfociare in una forzatura. 

Willie ti fa ridere, piangere, riflettere e cantare, ti porta in un vortice di emozioni variegato fatto di parole e suoni mai banali. 

Come lui stesso dice nella prima traccia del disco, Willie rappresenta un'eccezione, un mix, un pot-pourri che si rivela essere gradevolissimo. 

Un azzardo andato decisamente a buon fine quello di mischiare flow e musica, non è il primo artista a farlo in Italia ma è uno dei primi ad apparire credibile. 

"Educazione sabauda" merita un ascolto, ma anche due, tre o quattro. 

Quando si ha la fortuna di trovare in un disco pezzi che non possono essere capiti nell'immediato ma necessitano un approfondimento, è doveroso dedicargli un po' di tempo in più. 

Proprio come le persone, ci sono quelle che stareste ad ascoltare per ore e quelle che vi stancano dopo tre minuti. 

Ecco, Willie è quel professore che vi ha fatto amare la sua materia, quel genitore che vi capisce e vi fa crescere, quell'amico che non ha mai sbagliato un consiglio. 

Come minimo, si merita un grazie (il che vuol dire, comprate il disco!). 

Bless

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