Recensione disco rap/hip-hop: Benvenuti a "Il rap per me", spazio che si occupa di recensire dischi rap/hip-hop italiani. I dischi recensiti sono catalogati in "Out now" e "Back in da dayz". La prima categoria ovviamente riguarda lavori appena usciti, dischi, mixtape o ep sfornati da poco. La seconda si occupa di ripescare dischi usciti mesi o addirittura anni fa, ma dei quali vale ancora la pena parlare o che è giusto vengano conosciuti se per caso sono passati inosservati. Non si fa differenza tra mainstream ed underground, tra emergenti e padri nobili del genere: tutto riceve la stessa attenzione, e se necessario le stesse critiche. Enjoy!

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#2 "Out now", "Latte & Sangue" di Don Diegoh e Ice One. 

Benvenuti nel nuovo disco di Don Diegoh, che per il suo lavoro più maturo non poteva non affidarsi ad un pilastro del genere come Ice One; se non conoscete "Seby" urge un ripassino, e se accettate un consiglio c'è un disco intitolato "B-Boy maniaco" che meriterebbe l'ascolto. 

Detto ciò, i cliché e Diegoh non vanno molto d'accordo, quindi spiego subito cosa intendo per "lavoro maturo". 

Non voglio certo iniziare il discorso sull'uomo che giunto ai trent'anni traccia un bilancio della sua vita e capisce di aver sbagliato tutto.

Diegoh non fa questo, non si piange addosso e soprattutto non si arrende. 

Nessun artista, neanche se un giorno uscisse col disco "Mollo tutto", si starebbe arrendendo davvero. 

Se fai ancora musica, è perché vuoi trasmettere qualcosa e pensi che la tua corsa non sia finita. 

E questo Diegoh lo sa. 

Con questa consapevolezza, si siede ad un tavolo con l'ascoltatore e gli dice: "Ok, adesso ti parlo di me senza nasconderti nulla". 

Ecco cosa c'è in "Latte & Sangue". 

La sincerità, parola che in questo complicatissimo gioco che è il rap non è facile da trovare. 

C'è un uomo che vi racconta se stesso e voi in qualche passaggio avreste quasi la tentazione di stopparlo e dirgli: "ma guarda, non è il caso, forse questa è una cosa troppo personale". 

E' questo il segno che il lavoro di Diegoh funziona. 

E' per questo che nonostante tutto il disco ve lo ascolterete fino in fondo, perché Diegoh vi farà venire voglia di essere conosciuto. 

E alla fine, vi morderete la lingua per aver pensato anche solo per un istante di interromperlo. 

Alla fine vorrete abbracciarlo per aver avuto la forza di raccontare il tumore di sua madre, e di rappare in una canzone dedicata al padre di essersi fatto qualche giorno in psichiatria.

Vorreste ringraziarlo per aver messo il rap sopra a tutto e per saperlo usare talmente bene da rendere poesia il dolore. 

Vorreste ringraziarlo per il suo buon cuore, perché in un disco così personale e sofferto, Diegoh trova spazio per spronare voi che lo ascoltate a non arrendervi. 

Eppure quel che si capisce in alcune barre di "Latte & Sangue" è che lui non deve aver avuto abbondanza di spalle su cui piangere quando ne avrebbe avuto bisogno. 

Lo ha salvato il rap, la scrittura. 

E attraverso lo stesso mezzo, ora, cerca di aiutare voi. 

"Un dare-avere sorprendente" (Diegoh mi perdonerà l'altrui citazione) che vi farà sentire in dovere di sdebitarvi. 

E per farlo c'è un solo modo. 

Supportare lui e la sua musica, ascoltare tutti i suoi lavori, possibilmente non mentre si sta facendo altro o si hanno altri pensieri. 

Le rime di Diegoh vanno ascoltate con attenzione affinché il loro messaggio arrivi. 

Per fare questo, bisogna conoscere i suoi lavori precedenti e avere almeno una vaga idea di quella che è la scena rap/hip-hop in Italia. 

Infatti, oltre ad ospitare due mostri sacri come Danno e Masito (oltre a Chef Ragoo, Kiave, Eman, Paura, E-Green, Il Turco e Shorty) "Latte e Sangue" è infarcito di auto-citazioni e di omaggi a Kaos One, Bassi Maestro e Lou X, solo per citarne alcuni.

Insomma, siete davanti a qualcuno che vuole raccontarsi, qualcuno di cui però dovete conoscere la vita prima dei trent'anni. 

Quindi, date un ascolto a "Storie di tutti i giorni", "Double Deck" e "Radio Rabbia", i suoi lavori precedenti.

Dopodiché potrete gustarvi appieno un discone come "Latte e Sangue". 

Ecco perché l'ho definito un lavoro maturo. 

Bless! 

P.S. Diegoh, grazie per "Lascia". Grazie davvero. 

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