Sono passati già quattro anni da quando tutto il mondo ha appreso tristemente la notizia della morte della cantante Amy Winehouse, a soli 27 anni. Anche lei rientra all'interno di quello che è stato definito il fatidico club dei ventisette che ogni appassionato di musica degno di definirsi tale sa cos'è. Come lei molti altre grandi voci della musica a livello internazionale sono venuti a mancare alla sua stessa età, inutile citare il grande Kurt Cobain, leader dei Nirvana o l'enigmatica ed estremamente affascinante figura dell'angelo dannato dai capelli castani e gli occhi verdi, così viene descritto in una sua famosa biografia, Jim Morrison, leader dei Doors. Come è accaduto già con loro e molti altri, anche per Amy Winehouse è arrivato il film autobiografico diretto dalla regia di Asif Kapadia, un regista inglese di origine indiana.

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In italia il film Amy sarà visibile nelle sale cinematografiche solo a partire da Settembre di quest'anno.

Bisognerà attendere per l'esattezza i giorni 15, 16 e 17 Settembre.

Per tutti i fans di Amy Winehouse e per coloro i quali non hanno avuto l'occasione di vederla esibire dal vivo, il film rappresenta davvero un viaggio; un viaggio all'interno di quella che è stata la sua vita, con i suoi punti di forza e con le sue debolezze.

Un viaggio utile per immedesimarsi anche, perchè no, nella figura di Amy Winehouse e capire il suo cammino travagliato su questa terra, in cui era in grado di trovare rifugio solamente nella musica, per fortuna, ma anche negli stupefacenti.

Giusto per alimentare il gossip e le critiche in maniera del tutto inutile, la famiglia della cantante ha praticamente rinnegato il film documentario, ritenendolo inopportuno e considerando errate le notizie che gli amici avrebbero raccontato al regista.

Secondo la madre, proprio questi amici nell'ultimo periodo della sua vita non l'hanno neppure frequentata.

Stando al padre invece, ha dichiarato in una intervista che Amy sarebbe andata su tutte le furie vedendo questo documentario autobiografico.

Ciò che è certo è che per far conoscere alle future generazioni, ma soprattutto a tutti i cultori della musica di qualità i grandi talenti come quello di Amy, quanto meno libri e film sono obbligatori.

La penseranno così anche i suoi fans perchè si tratta di un appuntamento imperdibile per captare in alta definizione e con un audio di elevata qualità ogni singola sfumatura di quella black voice che ora manca a tutto il suo pubblico a livello mondiale.

E di Amy Winehouse forse, ne nasce una ogni mille anni.

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