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Mariah Carey

Secondo il magazine americano “Time”, Mariah Carey è l’artista più presente nelle classifiche dei singoli più venduti dagli anni ’60 ad oggi. Ma un contributo notevole al risultato lo dà l’uso dell’Ipod e la possibilità di scaricare musica da internet.

E infatti fra ai primi posti della classifica non ci sono i Rolling Stones o Michael Jackson, ma Rihanna, Usher e Katy Perry. Solo i Beatles si salvano per l’incredibile successo del 1964, e compaiono così nelle prime posizioni. La ragione sta nella maniera in cui sono stati effettuati i calcoli, ma anche nelle ondate del mercato discografico.

Per sapere quali fossero i singoli più ascoltati, infatti, il “Time” è partito dalle classifiche di Billboard, una rivista settimanale americana dedicata alla musica e ai video. La sezione Billboard Hot 100 seleziona le cento canzoni più ascoltate negli Stati Uniti. Ogni artista che ha avuto un singolo in classifica ha ricevuto dei punti (10 per la prima posizione, 1 per la decima posizione), moltiplicati per il numero di settimane nelle quali il pezzo è stato in classifica. Ogni annata genera quindi un punteggio.

È per questo che ad esempio Usher compare ai primi posti, perché nel 2004 ha avuto quattro canzoni in testa alla Hot 100. Ma è Mariah Carey che ha avuto le prestazioni più regolari, perché dal 1990 al 1995 ha avuto due titoli nella top 5. Poi è tornata in classifica nel 2005 con i suoi singoli Don’t forget about us, Shake it off e We belong togheter con più di 40 settimane di presenza. Nel 2008 ha superato il primato di singoli numero uno in classifica, detenuto da Helvis Presley, raggiungendo la quota di 18 con il suo brano Touch my body.

E d’altronde proprio gli anni fra il 1990 e il 2010 sono stati gli anni in cui le case discografiche hanno guadagnato di più nella storia della musica. All’inizio di questo periodo c’è stata una grande inflazione con un aumento dei prezzi dei prodotti discografici, a cominciare dai cd, con ottimi risultati di budget per le varie etichette. Ma alla fine degli anni ‘90 c’è stato soprattutto il boom di Internet e dei programmi per scaricare musica, come Napster, che hanno completamente rivoluzionato il modo di ascoltare la musica, secondo Sophia Fanen, di “Libération”.

La giornalista infatti spiega che con l’avvento della rete sono calati i consumi di CD, a vantaggio dei video delle canzoni (su youtube) o dei singoli, che hanno recuperato il loro posto dopo il successo degli anni ’50. Infatti è dagli anni ’60 in poi che si è cominciato a comprare i dischi completi e non più il singolo brano musicale, per esempio con Sergent Pepper dei Beatles, la cui vendita dell’album ha superato quella dei singoli brani. Gli ultimi anni hanno rappresentato quindi un nuovo slancio per il mercato dei singoli. Basti pensare che l’artista che ha conosciuto il debutto più clamoroso è stato Bruno Mars nel 2010, davanti a Miley Cirus e Lady Gaga nel 2009.

Domenico Mussolino

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