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Prince

Prince fa pace con la sua casa discografica, la Warner Br. Records, e prepara l’uscita di due dischi, uno da solista e uno di gruppo. Con le 3rdyegirl sta per arrivare Plectrum Electrum, mentre sarà solo suo Art Official Age.

I nuovi lavori usciranno in commercio dopo che nel 2010 l’ultimo suo album, 20ten, era stato distribuito solo per la stampa. Il motivo delle pubblicazioni in sordina era un rapporto tormentato con la vecchia casa di produzione, che gli aveva vietato di usare il suo nome d’arte, rivendicandone la proprietà.

Adesso sembra tutto risolto e nel suo disco da solista ci saranno tredici pezzi, alcuni già usciti come singoli, come Breakfst can wait (febbraio 2013) e The Brakdown (aprile 2014). Grande attesa anche per il lavoro col gruppo femminile fondato nel 2013 e con cui Prince collabora attivamente. Prince ha quindi abbandonato la sua guerra aperta contro la Warner, che aveva abbandonato negli anni Novanta, dovendo poi pubblicare le sue canzoni sotto lo pseudonimo Love Symbol o col nome di Tafkap, acronimo che sta per «The artist formerly known as Prince» (l' artista in precedenza conosciuto come Prince). Solo nel 2001 è tornato a «firmarsi» Prince.

Dietro il conflitto c’era la richiesta da parte dell’artista di più autonomia. Si arrivò allo scontro nel 1992, quando Prince decise di abbandonare l’etichetta, rea, fra le altre cose, di aver puntato più su Madonna che su di lui. In realtà il cantante aveva sempre avuto grande considerazione da parte della Major, tanto da essere uno dei pochi a gestire da solo i propri album, sempre all’interno della casa discografica, che aveva così acquistato anche il suo nome d’arte. Quando ci fu la rottura, la Warner fece valere le sue ragioni giuridiche proibendo a Prince di usare il proprio nome, marchio ormai registrato, per produrre nuovi album.

Le due parti hanno finalmente trovato un’intesa in aprile, e la Warner ha finalmente ceduto i diritti al cantante, che è così diventato il proprietario delle proprie registrazioni. Inizierà così anche una campagna di riedizioni di vecchi album, a cominciare da Purple Rain, in occasione del trentesimo anniversario dalla sua uscita, nel giugno del 1984. Per il suo ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, Prince aveva comunque ringraziato la casa discografica: “Da giovane facevo di tutto per mantenere la mia libertà, libertà di suonare tutti gli strumenti, libertà di dire ciò che volevo. La Warner, dopo un po’ di discussione, mi diede questa libertà e io li ringrazio per questo”.

In realtà Prince non è mai stato molto fortunato con i suoi collaboratori. Quando nel 2002 fece tappa in Italia col suo nuovo tour, gli organizzatori del tour precedente nell’estate del 1990, gli chiesero di onorare i suoi debiti. Infatti delle quattro tappe previste nel 1990, Prince suonò solamente in due, che non gli diedero grande successo di pubblico. Decise quindi di abbandonare il nostro Paese per un tour in Spagna, lasciando agli organizzatori debiti vicini al milione di euro. Ancora una volta si è arrivati nelle aule giudiziarie: nel 1997 il tribunale ha condannato Prince al pagamento di 850 milioni di lire più spese ed interessi alla società Avantgarde e a Francesco Sanavio (Illuminato Iniziative).

Domenico Mussolino

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