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Springsteen

L’attore lo aveva già fatto (nei video dei suoi singoli, un cameo in un film) ma questo corto è il debutto alla regia per il “Boss” Bruce Springsteen. Visibile da qualche giorno sul sito del cantautore statunitense, il filmato è in realtà anche il video della nuova canzone “Hunter of invisible game”.

Immagini evocative, soprattutto all’inizio, con molte riprese della natura, che ricordano vagamente le slow motion di Terence Malick, ma con più ritmo. La musica non si discute, ma anche la regia (grazie anche all’aiuto di Thom Zimny)è di livello, per un musicista che in passato ha avuto diversi rapporti con il cinema.

Spesso infatti i suoi brani sono stati utilizzati come colonna sonora in alcuni film. Nel 1994 “The Boss” ha addirittura ottenuto l’Oscar per la miglior canzone con “Street of Philadelphia”, utilizzata nel fim “Philadelphia” (1993) di Johnathan Demme. Ma anche “Dead man walkin’” (1996) è stata candidata all’Oscar per l’omonimo film (in italiano “Condannato a morte”) di Tim Robbins.

Altre canzoni poi diventate colonne sonore sono state “Missing” in “Tre giorni per la verità” (1995) di Sean Penn, “Secret Garden” nel successo “Jerry Maguire” (1996) di Cameron Crow, “Lift me Up” in “Limbo” (1999) di John Sayles, “The fuse” nel film “La 25° ora” (2002) di Spike Lee, “The Wrestler” nell’omonimo film (2008) di Darren Aronofsky, “State Trooper” in “Un sapore di ruggine e ossa” (2012) di J. Audiard. Nel 2000 c’è stata l’esperienza da attore, con una comparsa nel film “Alta fedeltà” in cui appare in sogno al protagonista.

Ma sicuramente uno dei suoi lavori più significativi è stato il montaggio del documentario “Springsteeen and I”, diretto da Baillie Walsh e prodotto da Ridley Scott, incentrato sulla propria figura vista anche attraverso gli occhi delle centinaia di migliaia di fan in tutto il mondo.

Il “corto” (che sarà visibile solo online) era atteso da qualche settimana, annunciato sul sito ufficiale di Sprignsteen come uno “short film”, ed è stato caricato per promuovere anche il prossimo tour. Ancora non ci sono notizie ufficiali ma si parla già dei prossimi concerti, che dovrebbero essere divisi in due parti, la prima acustica e la seconda invece con lo storico gruppo, la “E-Street Band”.

In autunno si saprà qualcosa in più, e per ora gli ammiratori si dovranno accontentare del nuovo album “High Hopes” (di cui fa parte anche “Hunter of invisible game”) e del cortometraggio. Anche Springsteen è soddisfatto della sua prima prova alla regia, e ha subito dichiarato che i meriti non sono solo suoi: “Penso che Thom Zinmy questa volta si sia proprio superato” ha dichiarato “The Boss” parlando del cortometraggio e dell’aiuto alla regia.

A molti il film ha ricordato anche i classici western, di cui Springsteen è un appassionato. Ed in effetti l’ambientazione sembra proprio quella di un selvaggio west, in cui il protagonista rientra dopo un lungo viaggio. Ma a differenza dei lungometraggi di Clint Eastwood, a cui è stato accostato, il corto punta molto di più sulla qualità delle immagini e sulle suggestioni. Oltre che buona musica, ottima regia.

Domenico Mussolino

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