LOGO MUSICA NEWS, NOTIZIE MUSICA, CONCERTIUno dei rapper più rappresentativi d' Italia, stiamo parlando di Kiave che torna con un album di 15 tracce.

Si chiama 'Solo per Cambiare il Mondo', ecco come ne parla:

Cominciamo dall'inizio: qual è stato il tuo primo contatto con l'hip-hop e come è nato il rapporto personale ed artistico con due grandi del genere come Turi e dj Lugi?

Ho conosciuto l’Hip Hop alla fine degli anni novanta a Cosenza, che godeva di una fortissima scena dato che c’era sia Lugi, sia tutta la South Posse, che ai tempi aveva stampato un vinile molto importante che venne diffuso in tutto lo stivale, portando una luce anche su un sud spesso accantonato. Vidi DJ Lugi fare free style a Radio Ciroma e da li capii che era la mia strada, devo molto a Lugi, mi ha trasmesso tanto. Turi invece lo conobbi prima per telefono, poi ci beccammo ad una Jam a Paola, vicino Cosenza, lui si affezionò al mio modo di rappare, tanto che anni dopo mi chiese di accompagnarlo nei live, e da li io capii che questa era la mia vita, in alternativa ad un altro tipo di vita da automa in una spenta città del sud.

Quando hai capito di avere talento nel freestyle? Visto che hai preso parte a diversi contest, mi racconti che differenze hai notato tra il 2theBeat e Mtv Spit? Pensi che un rapper credibile debba per forza essere un buon freestyler?

Ancora non ho ben capito se ho talento nel fare free style, però ho altri talenti, come ad esempio cucinare ? scherzi a parte la differenza è che una ha un pubblico, il “2 the beat” mentre Mtv Spit è televisiva. Sono entrambe due cose importantissime, sia per l’Hip Hop, sia per avere l’opportunità di poter dire quello che si pensa difronte a delle persone disposte ad ascoltare. Nell’era della censura di massa, questo è un lusso che non tutti quelli che hanno qualcosa da dire si possono permettere.

Oggi, insieme a Ghemon e Mecna, il tuo sound rappresenta la continuazione con il passato (Sangue Misto, Neffa, Turi) a differenza di artisti più giovani in cui è forte la contaminazione con altri generi: pensi che si sia creato uno spartiacque nel rap Italiano?

Beh, grazie, è un bel complimento essere definiti la continuazione di un suono cosi importante. Non uno spartiacque che sembra avere un'accezione negativa, ma si sono creati vari ambienti, vari suoni, questa è una cosa bellissima, e penso che se l’Hip Hop italiano al momento gode di un certo hype è proprio grazie a questo: ci sono vari sottogeneri nel genere, varie correnti, ma tutte dignitosissime e tecnicamente valide, poi ognuno ha i suoi gusti logicamente, ma è bello quando c’è varietà e confronto.

La tua passione per la parola supera i confini della cultura hip hop: mi racconti l´esperienza teatrale con i "poeti dell´ottava rima" e la tua collaborazione come giornalista per Il Fatto Quotidiano?

L’esperienza con i poeti dell’ottava rima è davvero qualcosa di interessante. Loro si definiscono anche “Poeti a braccio” e improvvisano delle quartine in endecasillabo rappresentando una disciplina poetica molto antica, ed è bello vederli disposti a confrontarsi con ragazzi più giovani che improvvisano come loro, ma con una poetica ed un approccio all’improvvisazione molto più moderno. Evito di tediare il lettore con aneddoti o particolari, ma ultimamente siamo stati in piazza a Torino, e ci siamo sfidati tre rapper, Io, Dunk e Noema, contro 3 poeti dell’ottava rima, ci siamo davvero divertiti, una serata bellissima e tenere testa a dei mostri dell’improvvisazione con molti più anni di rime alle spalle, non è stato per nulla facile, davvero una grande esperienza! La collaborazione col Fatto Quotidiano è nata grazie all’amicizia con una scrittrice che stimo e che ritengo una guida, una vera e propria maestra, Lorella Zanardo. Dopo una presentazione in Feltrinelli del suo ultimo libro “Senza chiedere il permesso”, una persona che lavora al Fatto Quotidiano mi ha proposto di scrivere per il blog, ed io ho accettato perché per me è l’ennesima occasione di poter dire quello che penso, e convogliare le mie energie da “guerriero della parola” nella giusta direzione...

In questo momento in Italia si vive un momento di forte crisi, non solo economica: tu che hai studiato Filosofia all´Università cosa consigli ad un adolescente che deve scegliere tra l’ingresso nel mondo del lavoro e il proseguimento degli studi?

Assolutamente di studiare, continuare a studiare sempre, più cose sai meno te la buttano in quel posto, è il mio motto ormai: Ti parla uno che mentre faceva l’università faceva altri due lavori, quindi una cosa non deve escludere l’altra, maggiormente se non sei di famiglia benestante. Ci sono due università, la strada e la scuola, farle confluire nel tuo bagaglio culturale, personale , è una grande vittoria secondo me.

La Blue-Nox è una delle realtà creative più interessanti in Italia, mi racconti come è nato questo progetto e come continuerà in futuro?

Sono semplicemente una serie di amici, uniti dallo stesso amore per la stessa musica e lo stesso modo di viverne e incarnarne i principi che si sono dati un nome. L’idea è di Ghemon mentre il nome è mio, ma ognuno fa qualcosa al suo interno, siamo più l’incarnazione di un'idea che una vera e propria crew. Sicuramente ci saranno dei ridimensionamenti, degli aggiornamenti, ma ancora è presto per parlarne…

 

Qual è stata la tua più grande delusione artistica?

Che domanda! De Andrè diceva che “sarebbe meglio non conoscere i propri idoli, nella maggior parte dei casi ti deludono”. Ecco non dirò chi, ma qualcuno che mi ha segnato musicalmente, una volta conosciutane la persona che si cela dietro l’artista, mi ha profondamente deluso.

Cosa pensi di tutte le discussioni in Rete riguardo i dissing? E´ un aspetto del rap che credi faccia parte del gioco o è una devianza di genere che fa più male che bene?

Ne ha sempre fatto parte e sempre ne farà parte. Alcuni mi divertono, quelli che arrivano a me purtroppo sono pochi, e quando arrivano sono sempre fiacchi, magari mi dissasse qualche super rapper, mi piacerebbe molto rispondergli e dargli filo da torcere! Ma la maggior parte di queste pulci non sanno nemmeno fare freestyle purtroppo, è pure difficili umiliarli.

Come e dove ti vedi tra 5 anni?

Su un palco, con i miei fratteli di Blue Nox affianco, in una Italia migliore grazie alla nostra musica. Se così non fosse, il seppuku è un'ottima alternativa.

Written by Alessia Cipriano modificated by Manager_Igor Scarabel

   


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