musica'Matricole e Meteore', così recitava il titolo di un noto programma televisivo... in questa intervista parliamo di una cantante, della prima categoria, Sarah Stride, un'artista milanese che ha prodotto un disco ultimamente: 'Sarah Stride con Metallo'.

Ciao Sarah, raccontaci un po' della tua storia per chi tra i nostri lettori non ti conosce.

Cercherò di essere sintetica perché altrimenti questa domanda esaurirebbe l'intera intervista! Ho iniziato a cantare/suonare e a comporre molto giovane in quanto fortunatamente ho avvertito presto la "chiamata" della musica. Da una decina di anni mi sono inserita all'interno di un panorama che per facilità di definizione chiamerò 'indipendente' poiché da subito non mi è interessato portare avanti un progetto che fosse regolato e limitato da voleri di mercato. In questo modo, sono nate molte collaborazioni sia in studio sia live con gruppi ed artisti che stimo molto e che mi hanno dato grosse lezioni sulla capacità e la fermezza di portare avanti una propria identità artistica anche a fronte di grossi sacrifici e difficoltà, a saper trarre dalle delusioni nuova linfa e maggiore chiarezza di intenti (Lele Battista, LaCrus, Moni Ovadia...). Infatti il motore degli incontri fatti finora è sempre stato la sensibilità comune e l'assoluta libertà creativa. Inoltre sono molto interessata alle compenetrazioni tra vari linguaggi artistici, così ho cercato di portare il mio contributo musicale anche in altri abiti tra cui il teatro, la videoarte, il cinema, gli ospedali psichiatrici...

Come nasce il tuo disco?

Fatidico, per la realizzazione di questo disco, è stato l'incontro con Alberto Turra(attualmente chitarrista e produttore artistico del progetto). Da tempo avevo voglia di provare a lavorare sui miei brani in una dimensione diversa da quella dello studio dove, ci siede a tavolino e si 'veste' un brano a seconda del particolare gusto dell'artista e del produttore del caso. Alberto, dopo aver ascoltato tutto il lavoro fatto fino a quel momento ha intuito subito che il progetto necessitava di una band che lavorasse intorno a questi brani e che fosse in grado di farli crescere insieme a me trovando un proprio sound semplicemente suonando molto insieme. Dopo una scrematura dei brani e la scelta di alcune cover (anche straniere) in linea con la mia scrittura (P.J Harvey, Elliot Smith, C.S.I.) abbiamo iniziato subito a suonare live e ad arrangiare in sala prove i pezzi che costituiscono l'album.

Come hai scelto i componenti della band che ti accompagna (e ti ha accompagnata) sia dal vivo che in studio?

Anche in questo caso Alberto, sulla base di alcuni miei riferimenti (per intenderci un buon esempio potrebbe essere il live "To Venus and Back" di Tori Amos) , del mio modo di intendere l'uso della voce e di 'affinità elettive' ha coinvolto nel progetto Antonio Vastola (batteria) e William Nicastro (basso). Due musicisti molto presenti e di grande personalità poiché quel che interessava era una sezione ritmica molto compatta e aggressiva in contrapposizione all'utilizzo delle melodie aperte in alcuni ritornelli e della 'forma canzone' italiana. Ovviamente l'intuizione è stata magnifica sia per quanto riguarda l'affiatamento sul piano strettamente musicale sia per quello umano.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Le mie fonti di ispirazione sono piuttosto varie e apparentemente non omogenee. Ovviamente per quanto riguarda l'ambito musicale posso definirmi una 'figlia degli anni 90', dunque un'amante di tutta quella scena alternativa che quegli anni ci hanno regalato (Afterhours, Marlene Kuntz, Gomez, Radiohead, Portishead, Jeff Buckley, per dirne solo alcuni). Mentre oggi sono molto incuriosita dalle donne che sempre più spesso sono anche delle ottime musiciste (Anna Calvi, Feist), dalla musica classica e da un certo cantautorato tipico degli anni 60 (Paoli, Lauzi, Ciampi). Spesso però le migliori ispirazioni arrivano da altri luoghi come cinema, letteratura, pittura, teatro e da tutto quello che nella giornata mi si offre agli occhi.

La tua collaborazione con Melissa P, come è nata? Come siete venute in contatto?

Sono felice di questa domanda perché sta sollevando non poche polemiche! Io e Melissa ci siamo conosciute durante una vacanza tra amici in un clima molto familiare e qualche mese dopo, quasi per gioco abbiamo deciso di scrivere una canzone insieme. Non avevo mai lavorato a quattro mani con uno scrittore e lei non aveva mai scritto un testo per una canzone, dunque una collaborazione spontane adettata dalla curiosità reciproca piuttosto che dall'idea di un'operazione di mercato. Melissa infatti, mi ha incuriosito per l'intelligenza con cui una ragazza così giovane ha saputo gestire con pacatezza e serietà un successo di quelle proporzioni e soprattutto per la grande capacità di prendersicon leggerezza ma nessuna superficialità.

Il legame con la tua città, Milano.

 

Di famiglia milanese ma trasferitasi fuori città, sono cresciuta in un piccolo paesedella provincia di Como. Senza rinnegare assolutamente i luoghi della mia infanzia ho sempre sentito che quella dimensione mi calzava veramente molto stretta. Così intorno ai vent'anni sono tornata nella Milano dei miei genitori. Al di là di tutti i problemi che una grossa città comporta (traffico, inquinamento, fretta, mancanza di verde...) sono ancora innamorata di questa città. Essendo stata avida di stimoli e di proposte, ancora oggi le sono grata per gli incontri e le possibilità che mi ha dato fin'ora. Inoltre, nonostante la situazione critica di questo momento storico (non solo in relazione alla possibilità di vivere facendo musica) e la legittima voglia di provare a trasferirsi all'estero, sono fermamente convinta che sia molto più coraggioso tentare di cambiare le cose dall'interno, perché Milano è sicuramente una città che merita di essere salvata!

Written by Alessia Cipriano modificated by Manager_Igor Scarabel

   


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