ALLACCIATE LE CINTURE: UN FILM CHE COLPISCE AL CUORE (by el91)In genere quando si va al cinema, più o meno si sa già che film ci si siederà in poltrona a guardare. Si ha già, magari a grandi linee un’idea della trama. Oggi nel vedere Allacciate le cinture, il nuovo film di Ferzan Ozpetek, nelle sale da giovedì, invece mi è successa una cosa strana a metà film non sapevo più bene che cosa stessi guardando.

Era come se qualcuno mi avesse presa e portata a mia insaputa in un’altra sala dove la storia cambiava.

È spiazzante, a volte persino crudo, ma anche terribilmente vero il nuovo film di Ozpetek.

Parte come il racconto di uno dei più classici clichè e cioè quello che “gli opposti si attraggono” e così ecco che Elena ed Antonio si conoscono, si odiano, ma poi proprio perché è vero che si è attratti da ciò che è diverso da noi, si innamorano, si sposano e hanno due figli. Una femmina e un maschio. Sono passati tredici anni da quel giorno in cui “tradendo” la fiducia della sua migliore amica Elena le ruba il fidanzato e ne diventa la moglie. Tredici anni in cui Elena si afferma, riesce ad aprire il tanto sognato locale insieme all’amico di sempre Fabio. Anche Antonio cambia, diventa un donnaiolo. La tradisce più volte.

Ci pensa però il destino a far tornare Elena e tutta la sua famiglia con i piedi per terra. Il destino ha un nome e cognome e si chiama cancro al seno.

Ed è qui che mi sono trovata in un altro film, completamente differente dal primo. Un film in cui la realtà, dura o amara che sia mi ha bussato alla porta dell’anima. Non siamo passati da un film commedia ad un film drammatico, questo no.

Certo è che se fino a poco prima i motivi per sorridere erano molti da metà storia in poi questi si sono trasformati in motivi per pensare. Il film non ha di per se grandi pretese, non troviamo colpi di scena memorabili, ma solo la storia di due persone che si amano, che si amano davvero, ma che per qualche strano caso del destino si sono trovate lì, lì per perdersi, fino a quando qualcosa di più grande, qualcosa che nessuno può controllare è entrato nelle loro vite senza chiedere il permesso.

Non lasciatevi ingannare dalla trama, non è un film strappalacrime, paradossalmente ho riso di più proprio in quei momenti in cui in teoria si sarebbe dovuto piangere e invece mi sono trovata a commuovermi là dove forse era meno prevedibile.

Non c’era titolo migliore per questo film, se non quello che Ozpetek gli ha dato. Ognuno di noi nella vita di coppia ha avuto delle turbolenze, dei momenti in cui il proprio aereo ha traballato.

Ed è proprio in questi momenti che bisogna allacciarsi le cinture e, come dice la canzone di Rino Gaetano che ha fatto da colonna sonora al film, bisogna darsi la mano e tornare vicino.

Andate al cinema, non ve ne pentirete, credetemi.

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