LOGO CINEMA E FILMIl sex-simbol Francesco Scianna, protagonista di Baarìa, uscirà al cinema il 29 novembre con il suo nuovo film ''Itaker'' .

Francesco si racconta nell'intervista di Elle.it:

Stai per uscire nei cinema con il tuo nuovo film Itaker: che cosa ti ha colpito del ruolo dell’operaio Benito?

Ho visto la bellezza di questo film già dalla sceneggiatura, scritta in modo chiaro ed efficace. Il pretesto della storia è l’immigrazione in Germania, ma in realtà è la storia del rapporto che si instaura tra un bambino e un adulto che si ritrovano casualmente a dover fare assieme un viaggio. Un viaggio reale che si trasforma poi in uno interiore: dove Benito diventa quasi un padre e e il bambino trova la figura paterna che non ha mai avuto.

Come scegli i ruoli da interpretare?

Prima di tutto cerco sempre di capire il contesto del progetto: chi è il regista, il produttore e se la storia mi incuriosisce. L’idea sarebbe che ci fossero queste tre cose. Un film non deve essere per forza emotivamente toccante, mi piacciono le sceneggiature che si staccano dalla pagina, dove la parola non ti vincola, ma puoi avere libertà di recitare.

Quando sognavi di fare l’attore c’era un ruolo particolare che ti colpiva?

Per fortuna non ho mai avuto un solo riferimento: posso dire Charlie Chaplin, che è la summa di tutto, ma passavo da Bud Spencer e Terence Hill a Fellini, o Jim Carrey. Non c’è stato un unico filone che mi ha colpito: mi piace raccontare tutti i tipi di storie.

Che cos’è il cinema per te? È la stessa cosa guardare un film in sala o al computer?

Il cinema è un luogo in cui si sogna. Sia da attore che da spettatore puoi avere un’altra vita, esserne protagonista. E per me ha avuto una funzione di maestro di vita, lì respiro ossigeno puro. Non è lo stesso vedere i film in casa, al computer. Mi è capitato di dover visionare un film appena girato per vedere se c’erano imperfezioni, se bisognava rimontare alcune scene o doppiarle, e non è affatto la stessa cosa. Ci sono film realizzati per la tv e film per il cinema. La sala cinematografica è uno spazio altro, dove sei ospite di un’esperienza.

Il cinema ha anche un lato glamour: che rapporto hai con il red carpet?

Sto imparando a giocarci. Sinceramente non credo di essere perfettamente a mio agio con le telecamere o le macchine fotografiche puntate addosso su di me, inteso come Francesco, non calato in una parte. Ma allo stesso tempo è una cosa che mi diverte e che curo al meglio come il mio lavoro di attore.

 

Quindi quando leggi il tuo nome associato alla parola sex symbol cosa pensi?

Mi fa sorridere, alla fine sono più titoli da giornale che la verità. La bellezza non dipende da me, è una cosa che mi è stata data, ma so che anche l’occhio vuole la sua parte. Quindi se le persone mi scoprono per la mia bellezza e poi mi apprezzano come attore, ben venga!

Oltre a essere un attore sei anche un musicista, so che suonavi la batteria in una band. Hai un artista o un genere che preferisci?

Direi di no, spazio dalla classica, al jazz, al rock; da Mozart a Chet Baker, agli U2, i Pink Floyd… Come nel cinema cerco la bellezza in ogni cosa.

Che canzone dedicheresti a una donna speciale?

A una donna speciale gliela scriverei io.

Written by Alessia Cipriano modificated by Manager_Igor Scarabel

   


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