gossipCon Wikipedia non potrebbe mai succedere; certo, qualche hacker potrebbe oscurarla, ma metterla sott’olio proprio no: l'operazione di “inscatolamento e conservazione” prende di mira una colonna storica della cultura italiana, la famosa enciclopedia Treccani.

In enormi barattoloni sigillati con ceralacca, un’installazione dell’artista Benedetto Marcucci esposta al museo Macro di Roma e poi all’Istituto italiano di cultura a New York, questi 55 volumi sembrano il simulacro di un piccolo mondo antico.

Le grandi enciclopedie mondiali, come la Britannica e anche la stessa Treccani, hanno da tempo già raccolto la sfida della Rete aprendo vetrine online.

 

Colpire la Treccani è un’azione simbolica che ha peraltro un antecedente negli anni Settanta, ma al di là del riferimento alimentare, questi sott’oli hanno anche qualcosa che ricorda la reliquia: Marcucci, che nella sua “prima vita” fù giornalista professionista, autore televisivo e anche consigliere della Presidente della Commissione cultura della Camera dei Deputati, sceglie infatti di inscatolare una serie di libri importanti come il Contratto sociale di Rousseau o La Strada di Kerouac, operazione che nel 1992 gli è valsa una partecipazione al Salone del Libro di Torino.

L’artista, studente del classico, afferma di essere cresciuto a “pane e Treccani”, e così anche i suoi tre fratelli, e ammette anche un’operazione “nostalgia”, che sconfina anche in un rapporto affettivo per un’Italia che non c’è più.

Dialogando con il suo amico pittore Cesare Pietrojusti si diceva che la Treccani sta a Mussolini come Mediaset a Berlusconi, nel senso non politico dell’equazione, ma di una constatazione che a quei tempi in Italia c’era un’attenzione molto precisa per la cultura che poi sfociava anche in un’identità nazionale.

Cristina Pozzato..published by Manager_Alessandro Bechis

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