Un bel dì vedremo
Un bel dì vedremo...e poi tutto precipita. 

Madama Butterfly è un'opera in tre atti capace di suscitare un oceano di emozioni, grazie al libretto scritto da Giuseppe Giacosa e Luigi Illica e, soprattutto grazie alla straordinaria musica del Maestro Giacomo Puccini. Di recente proprio un personaggio molto moderno come Mika, cantautore e showman libanese naturalizzato britannico, ha avuto modo di dire: "L'opera lirica spacca perchè è piena di storia che parla di noi, basta solo abbandonarsi alla musica. Anche se sono passati 100 anni e la storia è ambientata in Giappone ci riguada ancora molto da vicino". Il passato non è mai passato e la storia è sempre utile: proprio così.

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Si sa, da cosa nasce cosa, e questo oceano di emozioni può portare a porsi, nel caso di questa opera, la domanda delle domande: perché? Perché Pinkerton è così superficiale? Perché Butterfly è così credulona e testarda? Perché nessuno si è fermato a far riflettere seriamente Butterfly? Perché il celebre Coro a bocca chiusa ha la facoltà di far emozionare i sassi?

All'inizio della storia troviamo il tenente della Marina americana B. F. Pinkerton in procinto di sposare la giovane geisha Cio-Cio-San, soprannominata Madama Butterfly.

Parlando con il console americano Sharpless, Pinkerton rivela che per lui è un matrimonio farsa, che è invaghito di Butterfly, ma non la ama e che un giorno convolerà a nozze con una "vera sposa americana" mentre invece è tutto reale per Butterfly ed è questo amore che la porterà alla tragedia.

Scegliendo Pinkerton, Butterfly perde la propria famiglia e accanto a lei rimane solo la domestica Suzuki, soprattutto quando Pinkerton torna negli Stati Uniti.

Passano gli anni e la ragazza diventa una giovane donna, ostinata nell'attesa del marito al punto di rifiutare la proposta di un ricco giapponese innamorato di lei e a Sharpless, che inutilmente tenta di farle capire che l'affare con Pinkerton è chiuso, Butterfly rivela di aver avuto un figlio dal marito.

Lei è certa che quando tornerà lui li porterà in America, dove non ci saranno più commenti sarcastici su di lei e suo figlio, mentre Sharpless sa come stanno realmente le cose: in America Pinkerton si è sposato con una donna di nome Kate.

Scoprire di avere un figlio costringe Pinkerton, appena tornato in Giappone con la moglie americana, a confrontarsi con le conseguenze delle sue azioni.

Ma la tragedia è in agguato: nel momento in cui Butterfly si rende conto della situazione, il suo mondo crolla e, dopo aver accettato di affidare il figlio ai Pinkerton a patto che sia il padre ad andare a prenderlo, Cio-Cio-San sceglie di darsi la morte nello stesso modo in cui, molto prima dell'inizio dell'opera, lo fece suo padre: facendo harakiri.

Viene da chiedersi quanto Butterfly sia effettivamente vittima delle circostanze.

È vero che non si può scegliere di chi innamorarsi, ma se dopo tre anni lui, che ha promesso di tornare, non si fa vivo in nessun modo, forse due domande bisognerebbe farsele e per quanto il personaggi di Pinkerton possa suscitare ribrezzo, Butterfly ha comunque fatto una scelta e, si sa, tutte le scelte hanno un prezzo che prima o poi bisogna pagare.

In Madama Butterfly non c'è un cattivo vero e proprio come capita in tante altre opere, ma si può essere concordi nel definire Pinkerton la causa della tragedia, soprattutto se si riflette sul fatto che sono almeno tre le vite che vengono influenzate dalle sue discutibili scelte.

La prima è Butterfly per i motivi esposti sopra; la seconda è il figlio avuto dalla protagonista, il quale per tre anni ha vissuto una vita che sta per essere stravolta e la terza è Kate Pinkerton, personaggio che a volte si corre il rischio di vedere come la cattiva della storia, ma che in realtà è, per dirla con Sharpless, la "causa innocente" di ogni sciagura della povera Cio-Cio-San.

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FONTI:

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