"Clandestini" al teatro de' Servi di Roma. Orari, date, prezzo del biglietto e recensione dello spettacolo (by mg66)

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Al teatro de' Servi a Roma va in scena il dramma-commedia: ''Clandestini'', per 18.70 euro dal 10 marzo 2015 al 29 marzo, lunedì riposo, ogni giorno ore 21.00, sabato alle 17.30 e alle 21.00 e domenica alle 17.30. Siamo nel 2031, e, a causa di una crisi petrolifera, ognuno è costretto ad espatriare e non ci sarà più nessuno straniero tra le nostre coste, ed i protagonisti vengono accolti in Africa. 

Comico e drammatico, in una commedia cinica, si fondono, si consuma il futuro prossimo che non eviterà di far riflettere. Regia: Vanessa Gasbarri, con Marco Castellano, Alessandro Salvatori, Andrea Perrozzi, Antonia Renzella. Ma si sa, il destino ''tragico'' di Roma soprattutto, fa pensare ad un futuro più che critico per il nostro paese.

Sì da farci riflettere sul fatto che anche noi, se non vogliamo cambi qualcosa, potremo un giorno sentirci in obbligo di espatriare al di là dei nostri confini, che eppure tanto amiamo. Occasione per riflettere sul passato degli altri stati dove dovremo andare, ancor più poveri del nostro, che ci costringe a pensare a migliorare nel nostro le cose. 

Altrimenti, nessuno potrà più ''venirci'' a trovare, il che, anche se non ne andiamo ultimamente molto fieri, sono sicura un po' ci inorgoglisce anche . Nel 2031, tra 16 anni quasi, saremo o potremo essere in queste condizioni? A noi la risposta, sembra dirci il dramma-commedia. Perché si ride pure sul fatto, ma non c'è nulla da ridere. Personalmente, se dovessi essere costretta ad espatriare, mi sentirei persa, per quella marea di cose che in quei paesi non so fare.

Ci pensiamo: la vita dei cacciatori raccoglitori che esiste in Africa, una tra le più dure, e poi il doversi incontrare con una cultura che ci prevaricherebbe anche ''lei'' come noi abbiamo fatto nei loro confronti... Tutte cose a cui pensare che vanno ben oltre le risate, e poi ancora: la lingua, non avrei, almeno io, più l'età per impararla.

Quella si apprende da piccoli e c'è da riflettere su quanti piccoli stranieri sono sulle nostre coste oggigiorno che hanno tutti i diritti di essere considerati italiani e per un pelo non lo hanno ancora questo diritto. Pensare a quanti filippini o cinesi imparino facilmente la nostra lingua e a come siano esperti in molte cose che a noi non riescono nemmeno.

Una cosa è vera: non potrei mai fare la clandestina, mi mancherebbe la forza, l'età e la ''paternità''. Tutte situazioni che invece non mancano a questi stranieri che vengono qui: la sveltezza e la prontezza nel saper arrangiarsi che a noi italiani, pare riesca solo in luoghi emancipati e con ''i genitori'' o i loro fondi alle spalle.

Invece loro arrivano senza niente, senza, a volte, speranza, e senza occasione di lavoro, eppure hanno questa forza, che ora che è Natale ci dovrebbe far riflettere e dare un po' anche a questa povera gente, che ha comunque tanta forza alle spalle e davanti a se, sicuramente più di quanta ne ho io, che da ''povera'' avrei paura a vivere e da clandestina non ne parliamo!

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