"Chiudi gli occhi" al teatro India di Roma. Orari, date, prezzo del biglietto e recensione dello spettacolo (by mg66)

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Al teatro India di Roma, dal 12 gennaio 2015 al 25 gennaio andrà in scena il dramma: ''Chiudi gli occhi'', tutti i giorni alle ore 21.00, il lunedì 17 riposo, e la domenica alle 18.00, per il prezzo di 19.80 euro. La storia è basata su una vittima di violenza, da parte di un Iraniano, verso una ragazza, sempre di Teheran, che sta per laurearsi in ingegneria elettronica all'università (sempre di Teheran).

Egli è un compagno di corso che la vuole in moglie, ma lei si rifiuta, ed allora le butta una bottiglia di acido in faccia. Accadde il 3 novembre 2004, e la storia ha fatto il giro di tutto il mondo. Lei è Ameneh Beharami, e lui Majid Mohavedi. La ragazza si rivolgerà alla Shari'a ed ottiene di fare la stessa cosa con lui: cioè versargli acido sugli occhi: la legge del taglione insomma.

Il 14 maggio 2011 lei eseguirà la sentenza che le è stata assegnata. Autore: Ptrizia Zappa Mulas, regia: Giorgio Marini, scene e costumi Francesco Zito, disegno e luci: Gigi Saccomandi, interpreti in via di definizione. Certo, la storia, oltre che a farci riflettere su come non vengano assolutamente considerate persone le donne in alcuni paesi del mondo come l'Iran (dove, persino all'università sono bandite, per lascair posto agli uomini), ci insegna di come si possa ancora praticare una legge tanto ''forte'' come quella del ''taglione''.

E, per quanto ammissibile dalle menti di chiunque, sconvolge sempre un po' sentirla nominare ed eseguire dai propri ''interpreti''. Ma è la condizione delle donne iraniane che è terribile in questo paese: qui le donne non possono dire di no ed opporsi a nessun obbligo imposto dagli uomini. I ragazzi, nelle scuole e nelle università sono favoriti rispetto alle loro ''rispettive'' colleghe dell'altro sesso. Nei concorsi alle facoltà si lasciano posti liberi per loro, per i ragazzi, senza dare una chance alle donne. 

Poi le più mature e sposate vengono più volte violentate e vilipese in famiglia e fuori di essa, senza che le si possa difendere. Per fortuna ora esistono Organizzazioni umanitarie che si fanno carico di queste povere signore e signorine, che tentano, in ogni modo, di raggiungere quella parità che diventa sempre più, purtroppo un miraggio. Ma qualcosa si sta muovendo, e si spera che nel Terzo millennio la condizione delle donne iraniane, come di altri paesi i via di sviluppo, migliori.

Non è giusto esista, forse, la legge del taglione, ma è certamente più che comprensibile che ci si voglia vendicare in questi casi, da parte delle donne e delle giovani che subiscono questi soprusi e questa violenza gratuita che non giova proprio a nessuno. Gli uomini lì, intanto, restano ''fermi'' sulle loro posizioni e considerano le proprie donne da schiavizzare ed esseri inferiori.

Senza pensare che sono loro a partorire i propri figli, a mandare avanti la famiglia e quant'altro, oltre che ad obbedire senza rifiutarsi mai di farlo, quando siano sottomesse, si intende, perché nel caso di Ameneh questo non è accaduto ed è stato anche normale: una ragazza che si laurea in una facoltà, per di più in un paese che le sbarra le porte all'università e alla cultura, in una materia tutta maschile, è ovvio si sarebbe comportata ribellandosi...

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