"Natale in casa Cupiello" al teatro Argentina di Roma. Orari, date, prezzi del biglietto e recensione dello spettacolo, (by mg66)

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A più di trent'anni dalla scomparsa del genio del teatro Italiano: Eduardo De Filippo, dal 3 dicembre 2014 al 1° gennaio 2015 andrà in scena al Teatro Argentina uno dei suoi ''testamenti'' dello spettacolo: ''Natale in casa Cupiello''. La scena verrà offerta al pubblico, fino a martedì 9 dicembre alle ore 21.00, mercoledì ugualmente alle 21.00, giovedì alle 17.00, , mercoledì 10 alle 19.00, mercoledì 17 alle 19.00, giovedì 18 alle 17.00, e sabato alle 19.00, e domenica 7 alle 17.00 per sole 13.20 euro.

Luca Cupiello insegue la stella cometa per cercare buone notizie, ma trova un ''pater'' fuori ruolo che parla un'altra lingua, e si muove in un altro mondo. La stella ha messo dietro un presente che non si vuol vedere, mentre arrivano le feste. Ci sono la famiglia, con i suoi equilibri interni, e le sue relazioni, ciò che i genitori vogliono e ciò che invece i figli fanno.

Come si vorrebbe essere e come si vuole apparire, vuoti di senso sempre più difficili da colmare che si portano dietro: odio, risentimento, e perbenismo formale, e quant'altro si possa realizzare e ricercare in una famiglia, appunto ''per bene''. Si scontrano ed incontrano generazioni con valori diversi: tutti sono immersi in ''rituali funebri'' pare.

Tutti sono immobili sulle loro aspettative, proprio come i personaggi del presepe, ma senza nascite in vista. Dalle note di regia di Antonio Latella, di Eduardo De Filippo. Con Francesco Manetti, Monica Piseddu, Lino Musella, Valentina Vacca, Emilio Vacca, e, tra gli altri: Alessandra Borgia. Le scene sono di Simone Mannino e Simona D'Amico; i costumi di Fabio Sonnino, la drammaturga è Linda Dalisi, assistenti alla regia sono Brunella Giolino e Michele Mele.

Ma importante è ricordare questo ''mostro sacro'' del teatro che ha lasciato, da ''Filumena Marturano'' a ''Questi fantasmi'' pagine a pagine di vita vissuta da ognuno di noi, con note, più o meno amare, ma sempre veritiere e semplici, in una Napoli che fa parte di tutto il mondo, e ricorda ogni famiglia appartenga a questo mondo.

Ma vi è di più qui, in quest'opera: c'è la solitudine di ogni ''ruolo'', e la stessa mancanza di compagnia e di calore di ogni persona, qui siamo tutti soggetti degli esami da ''rifare'' di fronte alla famosa stella cometa, poiché non pare appartenersi tanta vitalità e tanta ''lucentezza'' nei rapporti che si instaurano, soprattutto tra padre e figlio, e tra genitori e discendenti, che mirano ad altre strade, stanno ad un'altra ''lunghezza d'onda'' da sempre, forse da tempo immemore, e non cambia proprio nulla a distanza di anni.

Il nostro Natale è come quello dei Cupiello: pieno di regali in apparenza, ma non tanto di speranza avverate e questioni risolte che andrebbero invece dipanate a distanza di un anno. Per tutti noi, forse, poi, è questo un periodo dell'anno (tra Natale e Capodanno) che ci porta una certa solitudine, o che non fa altro che far ''tirare le somme'' di un'esistenza, anzi, di una parte di esistenza soggetta a cambiamenti, quando non a ''rivoluzioni.

Bene, è per questo che (a torto forse, mandato in scena con così tanto ritardo dall'anniversario della dipartita del protagonista Eduardo), bisognerebbe rivedere questo tratto di vita portato in scena da De Filippo, perché ci aiuti a colmare i divari fra generazioni che, sempre in agguato non fanno che portare guai. Sarà, se non altro, un modo per riconciliare le altre metà del cielo, tra loro. 

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