#BoracayClosure: questo l'hashtag delle polemiche
#BoracayClosure: questo l'hashtag delle polemiche. 

Desta sensazione il caso dell'isola filippina di Boracay, mare turchese e sabbia di borotalco ma ormai solo nei depliant. In realtà l'acqua è diventata marrone. Lo stesso Rodrigo Duterte, presidente filippino, aveva definito l'isola "una fogna", proclamando lo stato di calamità naturale. "L'acqua di Boracay puzza di m....", aveva detto senza mezzi termini il leader di Manila col suo tipico linguaggio colorito. La spiaggia quasi non esiste più per l'affollarsi di strutture turistiche. Per questo il governo filippino ha deciso di chiudere per sei mesi l'isola. Il periodo di riabilitazione sarà utilizzato per dotare l'isola di un sistema fognario funzionante, demolire centinaia di strutture ricettive abusive e ampliare la strada principale.

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Dopo la decisione giunta a inizio aprile, chiude davvero al turismo per sei mesi l'isola di Boracay, la principale meta turistica delle Filippine.

Nel periodo di "quarantena" l'isola sarà dotata di migliori infrastrutture, da un sistema fognario efficiente all'ampliamento della strada principale.

La maggior parte delle strutture turistiche di Boracay hanno già chiuso nelle ultime settimane, da quando era stata ufficializzata la decisione: il periodo di chiusura corrisponde a quella che normalmente sarebbe la bassa stagione.

In ogni caso, centinaia di poliziotti sono stati impiegati oggi per proibire l'accesso alla meta turistica, che a febbraio il presidente filippino Rodrigo Duterte aveva definito "una fogna".

Nell'isola si accumulano ogni giorno 70 tonnellate di immondizie, e il livello di contaminazione fecale delle acque una volta cristalline è risultato 45 volte superiore alla norma.

Boracay attira fino a due milioni di turisti l'anno, mentre il settore turistico offre un impiego a oltre 17mila persone.

Boracay, è una delle 7mila isole delle Filippine, situata a sud della capitale Manila, dove risiedono circa 20mila persone per lo più impegnate nella ricezione turistica, e ha una superficie più piccola della metà della Sardegna e una popolazione 60 volte inferiore all'isola italiana.

Nei primi mesi del 2018 hanno attraccato sull'isola 18 navi da crociera, con una capacità di 50mila passeggeri.

I problemi di Boracay sono nati con il recente boom turistico e uno sviluppo non regolato, che invece di preservare l'ambiente ha guardato al facile profitto: la quasi totalità degli edifici e dei bungalow non ha sistema fognario e le acque reflue finiscono direttamente in mare.

Contenere il flusso dei turisti è un problema che assilla anche le città d'arte italiane.

A regolamentare gli arrivi ci pensano, e minacciano, da tempo le Cinque Terre: in un fazzoletto di terra dai verdi terrazzati a strapiombo sul mare giungono oltre 2 milioni di turisti l'anno, forse davvero troppi.

L'erosione e il passaggio eccessivo hanno compromesso gli storici sentieri panoramici, al punto che recentemente l'ente Parco delle Cinque Terre, istituito nel 1999, ha lanciato una app che permette di conoscere in tempo reale il numero di visitatori lungo i sentieri: un segnale avverte quando il percorso è sovraffollato.

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FONTI:

Per il contenuto: Quando il turismo sfrenato intacca l'ambiente, huffingtonpost.it, 26 aprile 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).