Videogiochi olimpici: il Comitato Olimpico Internazionale ha deciso
Videogiochi olimpici: il Comitato Olimpico Internazionale ha deciso. 

L'Unione Europea è contraria, perchè per essere sport olimpico è necessario uno sforzo fisico. Ma il Comitato Olimpico Internazionale, il celeberrimo e potentissimo CIO, ha deciso di andare oltre: è ufficiale l'apertura aperto ai videogame come futura disciplina olimpica. La novità è contenuta nel comunicato uscito dopo il summit di Losanna. Si tratta dell’inizio di un percorso, con l’obiettivo, magari, di sbarcare a Parigi 2024. Gli esponenti del  CIO hanno preso atto della crescita esponenziale del movimento dei cosiddetti eSport nelle giovani generazioni, decidendo di elevare l’uso del joypad a disciplina agonistica, proprio per l'intensità con cui i protagonisti si allenano.

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Nei videogiochi c'è impegno mentale, si suda, bisogna esibire tecnica e allenamento per essere i migliori, per primeggiare.

Alla stessa stregua di tutto quello che accade in tutte le discipline sportive e visto che gli eSports stanno attraversando una fase di grandissima crescita senza precedenti, il Comitato Olimpico Internazionale li ha riconosciuti come vera disciplina sportiva.

Si tratta, come intuibile visto che si tratta di Giochi Olimpici, di una apertura storica da parte del CIO.

Thomas Bach, presidente del Comitato ed ex schermidore tedesco, in passato contrario, e diversi vicepresidenti del comitato e presidenti di federazioni internazionali, hanno valutato la crescita del fenomeno.

Gli eSports, prima di debuttare alle Olimpiadi, saranno al centro di grandi eventi: i videogiochi di tipo sportivo saranno sport dimostrativo ai Giochi Asiatici in Indonesia del 2018 e saranno una disciplina dei Giochi Asiatici del 2022 in Cina.

Quali videogiochi alle Olimpiadi? Saranno sport dimostrativo?

I tempi però non sono ancora maturi, per affermare con certezza assoluta che vedremo i videogiochi trattati alla stregua di un vero e proprio sport alle prossime Olimpiadi.

E' lo stesso CIO infatti, con prudenza, a sottolineare che gli eSports per essere pienamente riconosciuti come sport olimpici dovranno rispettare i requisiti necessari, ovvero la diffusione su scala mondiale con presenza significativa in ciascuno dei 5 continenti, equa presenza di uomini e donne e infine rispettare i valori olimpici.

Deve essere garantito il rispetto delle norme e delle regole del movimento Olimpico,  senza dare alcun tipo di spazio a fenomeni come il doping, scommesse non regolamentate e altre contaminazioni negative.

Se ne saprà certamente di più al termine delle Olimpiadi del 2020 a Tokyo: apertura ma con i giusti tempi, apertura ma con giudizio.

Ricordiamo che a favore degli eSports giocano un ruolo il significativo numero di giocatori professionisti che lo praticano, con squadre che competono per i premi con pubblico numeroso (virtuale, ma anche reale).

E' un settore che non va sottovalutato e che genera entrate che si prevede saranno prossime a un miliardo di dollari americani entro il 2018, almeno secondo il Baird Equity Research Center, con un pubblico mondiale di quasi 500 milioni di spettatori

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FONTI:

Per il contenuto: Il Comitato Olimpico riconosce i videogiochi come sport, tomshw.it, 30 Ottobre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).